ABENDLIED
Joseph Gabriel Rheinberger (1839-1901)

Bleib bei uns, denn es will Abend werden,
Und der Tag hat sich geneiget,
O bleib bei uns, denn es will Abend werden

Resta con noi, perché si fa sera,
e il giorno volge al declino,
Oh, resta con noi, perché si fa sera.

ACH WEH DES LEIDEN
Hans Leo Hassler (1564-1612)

Ach weh des Leiden,
muss es dann sein gescheiden?
Ach weh mir Armen,
wen sollt’s doch nicht erbarmen?

Ach weh der Schmerzen,
so ich empfind im Herzen.
Muss ich dich dann aufgeben,
so kost’s mir mein Leben.

Ahimè, che tormento,
dobbiamo davvero lasciarci?
Ah, povero me,
chi potrebbe non provar pietà?

Ahimè che dolore
che provo nel mio cuore.
Se quindi devo rinunciare a te,
è come se mi costasse la vita.

ADESTE FIDELES
John Francis Wade (1711-1786)

Adeste fideles laeti triumphantes,
venite venite in Betlehem.
Natum videte Regem angelorum:
venite adoremus, venite adoremus,
venite adoremus Dominum.

En grege relicto humiles ad cunas
vocati pastores approperant.
Et nos ovanti gradu festinemus:
venite adoremus, venite adoremus,
venite adoremus Dominum.

Venite, fedeli, lieti ed esultanti
venite, venite a Betlemme.
Nato vedrete il Re degli angeli.
Venite, adoriamo! Venite, adoriamo!
Venite, adoriamo il Signore!

Lasciarono il gregge gli umili pastori,
con semplice fede accorsero.
Lieti e festanti anche noi corriamo.
Venite, adoriamo! Venite, adoriamo!
Venite, adoriamo il Signore!

ADORAMUS TE, CHRISTE
Quirino Gasparini (1721-1778)

Adoramus Te, Christe,
et benedicimus tibi,
quia per sanctam crucem tuam
redemisti mundum.

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo,
perchè con la tua santa croce
hai redento il mondo.

ADORAZIONE DELLA CROCE E LAMENTI DEL SIGNORE
P. Lorenzo Ronci c.m.f. (1922-2007)

Adoriamo la tua croce, Signore,
e lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione.
Dal legno della croce è venuta la gioia in tutto il mondo.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica
mostri il suo volto su noi e abbia misericordia.
Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato?
Dammi risposta.
Io ti ho guidato dall’Egitto
e tu hai preparato la croce al tuo Salvatore.
Hagios o theos. Sanctus Deus.
Hagios, ischyros. Sanctus fortis.
Hagios athànatos, eleison himas. Sanctus immortalis, miserere nobis.

ADVENTI ENEK
Zoltan Kodaly (1882-1967)

Veni, veni Emmanuel,
captivum solve Israel,
qui gemit in exilio,
privatus Dei Filio,

Gaude, gaude!
Emmanuel nascetur pro te, Israel.

Veni o Jesse virgula.
Ex hostis tuos ungula.
De specus tuos tartari
educ et antro baratri.

Gaude, gaude!
Emmanuel nascetur pro te, Israel.

Veni, veni o Oriens;
solare nos adveniens;
noctis depelle nebulas,
diras que noctis tenebras;

Gaude, gaude!
Emmanuel nascetur pro te, Israel.

Veni clavis davidica:
regna reclude caelica;
fac iter tutum superum,
et claude vias inferum.

Gaude, gaude!
Emmanuel nascetur pro te, Israel.

Veni, veni Adonai,
qui populo in Sinai,
legem dedisti vertice,
in majestate gloriae.

Gaude, gaude!
Emmanuel nascetur pro te, Israel.

Vieni, vieni, Emmanuele
riscatta dalla schiavitù Israele
che piange nell’esilio
privato del Figlio di Dio

Gioisci! Gioisci!
L’Emmanuele nascerà per te, Israele.

Vieni, o radice di Jesse.
Liberaci dalla tirannia di Satana.
Salvaci dall’antro dell’inferno,
dall’abisso del male.

Gioisci! Gioisci!
L’Emmanuele nascerà per te, Israele.

Vieni, vieni, o Sole nascente;
illuminaci nel cammino;
scaccia le nuvole della notte
e dirada le tenebre della morte.

Gioisci! Gioisci!
L’Emmanuele nascerà per te, Israele.

Vieni, chiave di Davide;
aprici le porte del regno del cielo;
fai che tutte le vie conducano in alto
e chiudi quelle che portano all’inferno.

Gioisci! Gioisci!
L’Emmanuele nascerà per te, Israele.

Vieni, vieni, Adonai
che al tuo popolo sulla cima del Sinai
desti la legge
in maestà e gloria.

Gioisci! Gioisci!
L’Emmanuele nascerà per te, Israele.

ALLELUIA
Pierangelo Sequeri (*1944)

Alleluia! Alleluia! Alleluia! Alleluia!
Ed oggi ancora ascolterò la tua parola
Che mi guida nel cammino della vita.
Alleluia! Alleluia! Alleluia! Alleluia!

ALLELUIA
D. Brenchley

Alleluia! Sing Alleluia! Alleluia! Alleluia!
Alleluia! Sing Alleluia! Alleluia! Alleluia!
Sing ye alleluia.
Oh! Christ was born this day in the city of David,
born this day to be our Lord and Savior,
born this day so let us sing our praises, Alleluia!
Praise ye the Lord, praise the Lord, alleluia,
praise ye the Lord, alleluia!
Born a king in manger, this glorious night.
Let us sing with one voice our gladsome delight!
Now all people on earth should be joyful;
sing ye alleluia!
Christ our savior was born in a manger;
sing ye alleluia!

Alleluia! Cantate Alleluia! Alleluia! Alleluia!
Alleluia! Cantate Alleluia! Alleluia! Alleluia!
Cantate, sì: alleluia!
Oh! Cristo oggi è nato nella città di Davide,
per essere nostro Signore e Salvatore,
lasciateci dunque cantare le nostre preghiere, Alleluia!
Pregate il Signore, pregate il Signore, alleluia,
Sì: pregate il Signore, alleluia!
In questa gloriosa notte il re è nato nella mangiatoia.
Lasciateci cantare a una voce la nostra immensa gioia!
Ora tutti gli uomini sulla terra saranno felici
Sì: cantate alleluia!
Cristo, il nostro Salvatore è nato in una mangiatoia;
sì: cantate alleluia!

ALMA REDEMPTORIS MATER
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525?-1594)

Alma Redemptoris Mater
quae pervia caeli porta manes,
et stella maris,
succurre cadenti,
surgere qui curat populo:
tu quae genuisti, natura mirante,
tuum sanctum Genitorem,
Virgo prius ac posterius,
Gabrielis ab ore
sumens illud ave,
peccatorum miserere.

O santa Madre del Redentore,
porta del cielo sempre aperta,
stella del mare,
soccorri un popolo decaduto,che desidera risorgere,
tu, che nello stupore della natura,
generasti il tuo Genitore,
tu, vergine prima e dopo,
che dalla bocca di Gabriele
udisti quell’Ave,
abbi pietà dei peccatori.

AN IRISH BLESSING
Tradizionale Irlandese, arr. J.E.Moore Jr.

May the road rise to meet you.
May the wind be always at your back.
May the sun shine warm upon your face,
the rains fall soft upon your fields.

And until we meet again
may God hold you in the palm of His hand.

May the sun make your days bright.
May the stars illuminate your nights.
May the flowers bloom along your path,
your house stand firm against the storm.

And until we meet again
may God hold you in the palm of His hand.

Possa la strada venirti incontro.
Possa il vento essere sempre alle tue spalle.
Possa il sole splendere caldo sul tuo viso
e la pioggia cadere leggera suoi tuoi campi.

E fino a che non ci incontreremo di nuovo
possa Dio custodirti nel palmo della sua mano.

Possa il sole far brillare i tuoi giorni
e le stelle illuminare le tue notti,
i fiori sbocciare sul tuo cammino
e la tua casa resistere alla tempesta.

E fino a che non ci incontreremo di nuovo
possa Dio custodirti nel palmo della sua mano.

AS TORRENTS IN SUMMER
Edward Elgar (1857-1934)

As torrents in summer, half dried in their channels,
suddenly rise, thò the sky is still cloudless,
for rain has been falling far off at their fountains;

So hearts that are fainting grow full to o’erflowing,
and they that behold it marvel, and know not
that God at their fountains far off has been raining!

Come i torrenti d’estate, rinsecchiti nei loro alvei,
improvvisamente si gonfiano, sebbene il cielo sia terso,
perchè la pioggia è caduta ben lontano alle loro sorgenti;

così i cuori che stanno morendo si colmano fino a traboccare
e non credono al miracolo, e non sanno
che Dio, ben lontano, è piovuto alle loro sorgenti!

AVE VERUM CORPUS K618
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Ave, verum corpus
natum de Maria virgine,
vere passum immolatum
in cruce pro homine.
Cujus latus perforatum
unda fluxit et sanguine,
esto nobis praegustatum
in mortis examine.

Salve, vero corpo
nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato
in croce per gli uomini,
dal cui fianco squarciato
sgorgarono acqua e sangue.
Concedi a noi di gustarti
nella prova suprema della morte.

BARBARA ANN
Fred Fassert (1938)

Ba ba ba ba Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann (take my hand)
Ba ba ba ba Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann
You’ve got me rockin’ and a-rollin’
Rockin’ and a-reelin’
Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann

Went to a dance
Looking for romance
Saw Barbara Ann
So I thought I’d take a chance
Barbara Ann, take my hand
You’ve got me rockin’ and a-rollin’
Rockin’ and a reelin’
Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann

Ba ba ba ba Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann (take my hand)
Ba ba ba ba Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann
You’ve got me rockin’ and a-rollin’
Rockin’ and a reelin’
Barbara Ann
Ba ba ba ba Barbara Ann

Tried Betty Sue
Tried Betty Lou
Tried Mary Sue
But I knew it wouldn’t do
Ba ba ba ba Barbara Ann
Ba ba…

BÉTHLÉEM
Pastorale sur un Noël du dix-huitième siècle
Charles Gounod (1818-1893)

Dans cette ètable,
que Jésus est charmant,
qu’il est aimable
dans son abaissement.
Que d’attraits à la fois!
Tous les palais des rois
n’ont rien de comparable
aux beautés que je vois
dans cette étable.

Plus de misère!
Un Dieu soffre pour nous,
et de son père
apaise le courroux.
C’est en notre faveur
qùil est dans la douleur.
Pouvait-il, pour nous plaire,
unir à sa grandeur plus de misère?

Que sa puissance
reluit bien en ce jour
malgré l’enfance
òu le réduit l’amour.
Notre ennemi dompté,
l’Enfer déconcerté,
font voir qu’à sa naissance
rien n’est plus redouté
que sa puissance.

In questa capanna
quanto è affascinante Gesù,
quanto è amabile
nella sua povertà.
Quante bellezze tutte insieme
tutti i palazzi dei re
non hanno nulla di paragonabile
alle bellezze che io vedo
In questa capanna.

Niente più miseria!
Un Dio soffre per noi
e di suo padre
lenisce il cruccio.
Per noi è nel dolore.
Poteva per il nostro bene
unire alla sua grandezza
ancora più miseria?

Che la sua potenza
splenda in questo giorno
malgrado l’infanzia
in cui l’ha ridotto l’amore
Il nostro nemico domato,
l’inferno sconvolto
mostrano che alla sua nascita
niente è più temuto
della sua potenza.

BOGORÓDITSE DJÉVO
Arvo Pärt (*1935)

Bogoróditse Djevo, rádujssja,
blagodàtnaja Maríje,
Gosspód ss Tobóju;
blagosslovjéna Ty v zhenách
i blagosslovjén plod chrjéva Tvojégó,
jáko Sspássa rodilá jeessí dush náshih.

Vergine, madre di Dio,
gioisci, o piena di grazia,
il Signore è con te.
Benedetta sei tu fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo ventre,
poichè partoristi il Redentore delle nostre anime.

CANTATE DOMINO
Claudio Monteverdi (1905-1991)

Cantate Domino canticum novum,
Cantate et benedicite nomini ejus:
Quia mirabilia fecit.
Cantate et exultate et psallite
in cythara et voce psalmi:
Quia mirabilia fecit.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate e benedite il suo nome:
poiché ha fatto meraviglie.
Cantate ed esultate e salmeggiate
cantate inni con la cetra
perchè ha fatto meraviglie.

CANTATE DOMINO
Karl Jenkins (*1944)

Alleluia, alleluia!
Cantate Domino canticum novum,

alleluia!
Jubilate Deo omnis terra.
Servite Domino in laetitia.
Cantate et exsultae
et psallite Regem regum
et hymnus dicite Deo.
Alleluia, alleluia!

Alleluia, alleluia!
Cantate al Signore un cantico nuovo,

alleluia!
Acclamate al Signore, voi tutti della terra.
Servite il Signore nella gioia.
Cantate ed esultate

e lodate il Re dei re
e innalzate un inno a Dio.
Alleluia, alleluia!

CAPRICIATA A TRE VOCI
Adriano Banchieri (1568 – 1634)

Nobili spettatori, udrete or ora
quattro belli umori:
un cane, un gatto, un cucco, un chiù
per spasso far contrappunto bestiale alla mente sopra un basso.

CARESSE SUR L’OCEAN
Christophe Barratier – Bruno Coulais

Caresse sur l’océan
Porte l’oiseau si leger
Revenant des terres enneigées
Air éphémère de l’hiver
Au loin ton echo s’éloigne
Chateaux en Espagne
Vire au vent tournoie déploie tes ailes
Dans l’aube grise du levant
Trouve un chemin vers l’arc-en-ciel
Se découvrira le printemps

Caresse sur l’océan
Pose l’oiseau si leger
Sur la pierre d’une ile immergée
Air éphémère de l’hiver
Enfin ton souffle s’éloigne
Loin dans les montagnes
Vire au vent tournoie déploie tes ailes
Dans l’aube grise du levant
Trouve un chemin vers l’arc-en-ciel
Se découvrira le printemps
Calme sur l’océan

Carezza sull’oceano
Porta l’uccello cosi’leggero
Spirito di terre innevate
Aria effimera dell’inverno
In lontananza il tuo eco s’allontana
Castelli in aria
Vira al vento volteggia spiega le tue ali
Nell’alba grigia del levante
trova un cammino verso l’arcobaleno
Si scoprirà la primavera

Carezza sull’oceano
Posa l’uccello cosi’ leggero
Su una pietra di un’isola immersa
Aria effimera dell’inverno
Alla fine il tuo soffio si allontana
Lontano sulle montagne
Vira al vento volteggia spiega le tue ali
Nell’alba grigia del levante
Si scoprirà la primavera
Calma sull’oceano

CHI CI SEPARERÁ
Marco Frisina (*1964)

Chi ci separerà dal suo amore,
la tribolazione, forse la spada?
Nè morte o vita ci separerà
dall’amore in Cristo Signore.

Chi ci separerà dalla sua pace,
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà
da Colui che è morto per noi.

Chi ci separerà dalla sua gioia,
chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà
dalla vita in Cristo Signore.

CHI LA GAGLIARDA
Baldassarre Donato (ca 1530-1603)

Chi la gagliarda donne, vo imparare,
Venit’ a nui che simo, mastri fini,
Che de ser’ e de matina
Mai manchiamo, di sonare:
Tan tan tan tarira, ra ti ru ra.

Se la gagliarda donne vo imparare,
sotto lo mastro elle
sotto lo mastro el bisognia stare
Che de ser’ e de matina
Mai manchiamo di sonare:
Tan tan tan tarira, ra ti ru ra.

Giovan Domenico da Nola

COME AGAIN
John Dowland (1562-1626)

Come again! sweet love doth now invite
Thy graces that refrain
To do me due delight,
To see, to hear, to touch, to kiss, to die,
With thee again in sweetest sympathy.

Come again! that I may cease to mourn
Through thy unkind disdain;
For now left and forlorn
I sit, I sigh, I weep, I faint, I die
In deadly pain and endless misery.

All the day the sun that lends me shine
By frowns doth cause me pine
And feeds me with delay;
Her smiles, my springs that makes my joy to grow,
Her frowns the winter of my woe.

All the night my sleeps are full of dreams,
My eyes are full of streams.
My heart takes no delight
To see the fruits and joys that some do find
And mark the stormes are me assign’d.

But alas, my faith is ever true,
Yet will she never rue
Nor yield me any grace;
Her Eyes of fire, her heart of flint is made,
Whom tears nor truth may once invade.

Gentle Love, draw forth thy wounding dart,
Thou canst not pierce her heart;
For I, that do approve
By sighs and tears more hot than are thy shafts
Do tempt while she for triumphs laughs

Ritorna! Il dolce amore adesso invita
le tue grazie, riluttanti,
a donarmi il giusto piacere,
a vedere, ad ascoltare, a toccare, a baciare, a morire,
ancora con te nella più dolce armonia.

Ritorna! Ch’io possa smettere i miei lamenti
per il tuo brusco rifiuto;
poichè adesso, perduto e disperso
io siedo, sospiro, piango, svengo, muoio
in mortale dolore e infinita miseria.

Tutto il giorno il sole che mi porge splendore
mi fa struggere di desiderio con smorfie
e mi riempie di esitazione;
i suoi sorrisi, le fonti che accrescono la mia gioia,
il suo cipiglio, l’inverno del mio dolore.

Tutta la notte i miei sonni sono pieni di sogni,
i miei occhi di lacrime.
Il mio cuore non trova piacere
nel vedere i frutti e le gioie che alcuni trovano
e ricorda le tempeste a me destinate.

Ma ahimè, il mio amore è sempre fedele,
eppure lei non tornerà da me
nè mi concederà grazia;
i suoi occhi son di fuoco, il suo cuore di pietra,
nè lacrime nè fedeltà li possono scalfire.

Gentile Amore, scocca il tuo dardo che ferisce,
ma non puoi trafiggere il suo cuore;
poichè io posso provarti
che con sospiri e lacrime più caldi delle tue frecce
lo tento, mentre lei ride di trionfo.

COME UN FIUME
P.Paci – G. Meregalli

Come un fiume in piena che
la sabbia non può arrestare
come l’onda che dal mare
si distende sulla riva
ti preghiamo Padre che
così si sciolga il nostro amore
e l’amore dove arriva
sciolga il dubbio e la paura

Come un pesce che risale a nuoto
fino alla sorgente
va a scoprire dove nasce
e si diffonde la sua vita
ti preghiamo Padre che
noi risaliamo la corrente
fino ad arrivare alla vita nell’amore.

Come un fiume in piena…

Come l’erba che germoglia
cresce senza far rumore
ama il giorno della pioggia
si addormenta sotto il sole
ti preghiamo Padre che
così in un giorno di silenzio
anche in noi germogli
questa vita nell’amore.

Come un fiume in piena…

Come un albero che affonda
le radici nella terra
e su questa terra l’uomo
costruisce la sua casa
ti preghiamo Padre buono
di portarci alla Tua casa
dove vivere una vita piena nell’amore.

Come un fiume in piena…

CONSUMMATUM EST (Gv 19,30)
György Deak-Bárdos (1905-1991)

Cum ergo accepisset acetum,
Jesus dixit: “Consummatum est!”

E dopo aver ricevuto l’aceto
Gesù disse: “Tutto è compiuto!”

CONTRAPPUNTO BESTIALE
Adriano Banchieri (1568 – 1634)

Nulla fides gobbis,
similiter est zoppis;
si sguerzus bonus est
super annalia scribe.

Non fidarti dei gobbi,
né degli zoppi;
se un guercio è buono
questa è una cosa da scrivere negli annali.

CRUCIFIGATUR! Gv 19,30
György Deak-Bárdos (1905-1991)

Dicunt omnes: “Crucifigatur”.
Ait (illis praeses): “Quid enim mali fecit?”
At illi magis clamabant, dicentes:
“Crucifigatur”.

Tutto il popolo rispose: “Sia crocifisso”
Egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”
Essi allora urlarono:
“Sia Crocifisso”.

CRUCIFIXUS
Antonio Lotti (1666-1740)

Crucifixus etiam pro nobis
sub Pontio Pilato passus et sepultus est.

Fu crocifisso per noi
sotto Ponzio Pilato patì e fu sepolto.

DANNY BOY
Tradizionale

O Danny boy, the pipes are calling
From glen to glen and down the mountainside
The summer’s gone and all the roses falling
It’s you must go and I must bide.

But come ye back when summer’s in the meadow
Or when the valley’s hushed and white with snow
‘It’s I’ll be here in sunshine or in shadow
O Danny boy, I love you so.

But if ye come and all the flowers are dying
If I am dead, as dead I well may be,
You’ll come and find the place where I am lying
And kneel and say an Ave there for me.

And I shall hear, though soft, your tread above me
And all my grave shall warmer, sweeter be
For you will bend and tell me that you love me
And I will sleep in peace until you come to me.

But if I live, and should you die for Ireland,
Let not your dying thoughts be just of me.
But say a prayer to God for our dearest Ireland.
I know He’ll hear and help to set her free.

And I will take your pike and place my dearest,
and strike a blow, though weak the blow may be.
T’will help the cause to which your heart was nearest
Oh Danny Boy, Oh, Danny boy I love you so.

Oh Danny, ragazzo mio, le cornamuse stanno chiamando,
di valle in valle e tra le montagne.
L’estate è finita e le rose stanno appassendo,
e così tu devi andare e io devo restare ad aspettarti.

Ma tornerai, quando l’estate è nei campi
o quando la valle è silenziosa e ammantata di neve
e io sarò qui, nel sole o nell’ombra,
o Danny, Danny, ragazzo mio, ti voglio così tanto bene!

Ma se al tuo ritorno i fiori stessero morendo
e anch’io fossi morta, come potrebbe forse succedere,
tu verrai a trovarmi nel posto dove giaccio
e ti inginocchierai e dirai un’Ave Maria per me.

E io ti sentirò, per quanto leggero sia il tuo passo
e la mia tomba sarà un luogo più caldo e dolce
perchè tu ti inginocchierai e mi dirai che mi vuoi bene
e allora potrò riposare in pace finchè verrai da me.

Ma se sarò viva, e tu dovessi morire per l’Irlanda,
che il tuo pensiero in punto di morte non sia per me,
ma dirai una preghiera a Dio per la nostra amata Irlanda.
Saprò che Lui la udrà e la aiuterà a diventare libera.

E io prenderò la tua picca e la terrò come la più cara
e darò un colpo per quanto debole possa essere
per aiutare la causa a cui il tuo cuore era più vicino
Oh Danny, Danny, ragazzo mio, ti amo così tanto.

DECK THE HALL
Tradizionale

Deck the hall with boughs of holly.
‘Tis the season to be jolly.
Don we now our gay apparel.
Troll the ancient Yuletide carrol.

See the blazing Yule befor us.
Strike the arp and join the chorus.
Follow me in merry measure.
While I tell of Yuletide treasure.

Far away the old year passes.
Hail the new yelads and lasses.
Sing we joyous all together.
Heedless of the wind and weather.

Adornate i saloni con rami di agrifoglio.
Questa è la stagione per essere allegri.
Ora indossiamo i nostri abiti vivaci.
Cantiamo allegramente il vecchio canto natalizio.

Guardate davanti a noi il ceppo di Natale che arde.
Suonate l’arpa ed unitevi al coro.
Seguitemi con ritmo allegro
mentre io racconto il tesoro di Natale.

L’anno vecchio sta quasi per finire,
salute a quello nuovo, voi giovinetti e fanciulle.
Cantiamo allegramente tutti insieme.
noncuranti del vento e del tempo.

DING DONG MERRILY ON HIGH
Tradizionale Francese XVI sec.

Ding Dong! Merrily on high,
the Christmas bells are ringing!
Ding Dong! Heav’n and earth reply
with angel voices singing!
Gloria! Gloria!
Sing glory to the Highest.

Fa la la.

Good King Wenceslas looked out
on the feast of Stephen.
When the snow lay ’round about,
deep and crisp and even.
When a poor man came in sight,
gath’ring winter fuel.

Ding Dong! Merrily on high,
the Christmas bells are ringing!
Ding Dong! Heav’n and earth reply
with angel voices singing!

Gloria! Gloria!
Sing glory to the Highest.

Ding Dong! A distesa
suonano gioiose le campane di Natale.

Ding Dong! Il cielo e la terra rispondono
Cantando con voce d’angeli.

Gloria! Gloria!
Cantate gloria all’Altissimo.

Fa la la.

Il buon re Venceslao guardò
alla festività di Stefano
quando la neve giaceva tutta intorno
profonda e fredda e uniforme.
Quando si scorse un pover’uomo
che raccoglieva la legna per l’inverno.

Ding Dong! A distesa
suonano gioiose le campane di Natale.
Ding Dong! Il cielo e la terra rispondono
Cantando con voce d’angeli.

Gloria! Gloria!
Cantate gloria all’Altissimo.

DIRAIT-ON
Morten Lauridsen (*1943)

Abandon entouré d’abandon,
tendresse touchant aux tendresses…
C’est ton intérieur qui sans cesse
se caresse, dirait-on;
se caresse en soi-même,
par son propre reflet éclairé.
Ainsi tu inventes le thème
du Narcisse exaucé.

Abbandono coronato di abbandono
tenerezza che tocca tenerezze…
E’ il tuo spazio interiore, si direbbe,
che senza tregua si accarezza;
si accarezza in se stesso,
illuminato dal proprio riflesso.
Così tu inventi il mito
del Narciso esaudito.

da “Le rose”, Rainer Maria Rilke

DISCENDI SANTO SPIRITO
Albert Schweitzer (1865-1965)

Discendi santo Spirito,
le nostre menti illumina,
del ciel la grazia accordaci
tu creator degli uomini.

Chiamato sei Paraclito
e dono dell’Altissimo,
sorgente limpidissima,
d’amore fiamma vivida.

I sette doni mandaci,
onnipotente Spirito;
le nostre labbra trepide
in Te sapienza attingano.

I nostri sensi illumina,
fervor nei cuori infondici;
rinvigorisci l’anima
nei nostri corpi deboli.

Dal Male tu ci libera,
serena pace affrettaci,
con Te vogliamo vincere
ogni mortal pericolo.

ll Padre tu rivelaci,
e il Figlio Unigenito,
per sempre tutti credano,
in Te divino Spirito.

Al Padre gloria, al Figlio,
morto e risorto splendido,
insieme con lo Spirito,
per infiniti secoli.
Amen.

DROP, DROP SLOW TEARS
Orlando Gibbons (1583 – 1625)

Drop, drop slow tears,
and bathe those beauteous feet
which brought from heav’n the news and Prince of Peace.

Cease not, wet eyes,
his mercies to entreat to cry
for vengeance sin doth never cease.

In your deep floods
drown all my faults and fears;
nor let his eye see sin, but through my tears.

Scendete, scendete lente o lacrime,
e lavate quei bei piedi
che hanno portato dal paradiso la buona novella e il Principe della Pace.

Non cessate, umidi occhi,
di implorare il suo perdono
e di piangere che mai cessi la vendetta per il peccato.

Nei vostri profondi flutti
anneghino tutte le mie colpe e le mie paure
nè lasciate che il suo occhio veda il peccato se non attraverso le mie lacrime

DULCIS CHRISTE
Michelangelo Grancini (1605-1669)

Dulcis Christe, o bone Deus,
o amor meus, o vita mea,
o salus mea, o gloria mea.

Dulcis Christe, o bone Deus,
Dulcis Christe, o bone Deus,
o amor meus, o vita mea,
o salus mea, o gloria mea.

Dulcis Christe, o bone Deus,
o amor meus, o vita mea,
o salus mea, o gloria mea.
o gloria mea.

Tu es creator, Tu es salvator mundi.
Te volo, Te quaero, Te adoro,
o dulcis amor.
Te adoro, o care Jesus.

EL GRILLO E’ BUON CANTORE
Josquin Desprèz (1440 ca – 1521?)

El grillo è buon cantore
che tiene longo verso.
D’ale bene grillo canta.
Ma non fa come gli altri uccelli,
come li han cantato un poco
van` de fatto in altro loco,
sempre el grillo sta pur saldo
Quando la maggior è l` caldo
alhor canta sol per amore.

ELI! ELI! (Mt 27,46)
György Deak-Bárdos (1905-1991)

Et circa horam nonam
clamavit Jesus voce magna dicens:
Eli! Eli! Lamma Sabacthani!

Verso le tre
Gesù gridò a gran voce:
“Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”

È NATO UN BIMBO

È nato un bimbo in Betlemme: Alleluia!
E l’universo giubila: Alleluia! Alleluia!
Insieme agli Angeli adoriamo il Redentore
con lieto cantico.

ERGEBUNG
Hugo Wolf (1860-1903)

Dein Wille, Herr, geschehe!
Verdunkelt schweigt das Land.
Im Zug der Wetter sehe
seh’ ich schauernd, deine Hand.
O mit uns Sündern gehe
erbarmend, gehe erbarmend ins Gericht!
Ich beug’ im tiefsten Wehe im tiefsten Wehe
zum Staub mein Angesicht.
Dein Wille, Herr, geschehe!

Signore, sia fatta la tua volontà!
Tace lo scuro orizzonte.
Nel succedersi delle stagioni
vedo, tremante, la tua mano.
Sii misericordioso nel giudizio
di noi peccatori!
Chino nel più profondo dolore
il mio viso nella polvere.
Signore, sia fatta la tua volontà!

ES IST NUN NICHTS
Dal Mottetto BWV 227 “Jesu meine Freude”
Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Es ist nun nichts, nichts, nichts Verdammliches an denen,
die in Christo Jesu sind,
die nicht nach dem Fleische wandeln,
sondern nach dem Geist.

Non c’è dunque più nessuna condanna
per quelli che sono in Cristo Gesù,
che mi ha liberato dalla legge del peccato
e dalla morte (Rm 8,1-2)

ESTI DAL
Zoltan Kodaly (1882-1967)

Erdö mellett estvélëdtem,
Subám fejem alá tëttem,
öszszettëttem két kezemet,
úgy kértem jó Istenëmet:
Én Istenëm, adjál szállást,
Már mëguntam a járkálást,
Ajárkálást, a bujdosást,
Az idegën földön lakást.
Adjon Isten jó éjszakát,
Küldje hozzám szent angyalát,
Bátorítsa szívünk álmát,
Adjon Isten jó éjszakát,
Adjon Isten jó éjszakát.

CANZONE DELLA SERA

L’oscurità della sera mi sorprese vicino ai boschi;
ho messo il cappotto sotto la testa,
ho giunto le mani
per pregare il Signore, così:
Oh, mio Signore, dammi un posto ove dormire,
sono stanco di vagare,
di camminare e nascondermi,
di vivere in terra straniera.
Possa il Signore donarmi una buona notte,
possa egli inviarmi un angelo santo,
possa incoraggiare i sogni dei nostri cuori,
possa donarci una buona notte,
possa donarci una buona notte.

EXSULTATE JUSTI (Salmo 32)
Tommaso Ludovico Grossi da Viadana (1560-1627)

Exultate justi in Domino:
rectos decet collaudatio.
Confitemini Domino in cithara.
In psalterio decem chordarum, psallite Illi,
cantate Ei, Canticum novum.
Bene psallite Ei in vociferatione.

Esultate, giusti, nel Signore;
ai retti si addice la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
suonate la cetra con arte e acclamate.

FANTASIA MILANESE
Luigi Molfino (1916-2012)

O mia bela Madonina canteröo el me Milan!
E la bela Gigogin, contra mille, millerella,
la va a spass col so gingin, contra mille millerà,
A quindici anni facevo all’amore,
daghela avanti un passo, delizia del mio cuore;
a sedici anni ho preso marito,
daghela avanti un passo, delizia del mio cuore;
a diciassette mi sono spartita,
daghela avanti un passo, delizia del mio cuor.

Bella se vuoi venire su l’omnibus, su l’omnibus,
oi bella se vuoi venire su l’omnibus con me.
Mi no ghe vegni no, mi gho paura, mi gho paura,
mi no ghe vegni no, mi gho paura de burlà giò.
La ven, la ven, la ven a la finestra, l’è tutta, l’è tutta l’è tutta incipriata,
la dis, la dis, la dis che l’è malada, per non, per non, per non mangià pulenta,
Bisogna, bisogna, bisogna aver pazienza, lasala, lasala, lasala maridà.
O mia bela Madonina hoo cantà el me Milan!

GAUDETE
Piae Cantiones

Gaudete, gaudete Christus est natus
ex Maria virgine, gaudete!

Tempus adest gratiae hoc quod optabamus
Carmina laetitiae devote redamus

Gaudete…

Deus homo factus est natura mirante
Mundus renovatus est a Christo regnante

Gaudete…

Ezechielis porta clausa pertransitur
Unde lux est orta salus invenitur

Gaudete…

Ergo nostra concio psallat jam in lustro
Benedicat domino salus regi nostro

Gaudete…

Gioite! Cristo è nato da Maria Vergine!

È giunto il tempo di grazia che abbiamo tanto desiderato,
rendiamo con devozione inni di gioia.

Gioite! …

Dio si è fatto uomo, meraviglia della natura,
il mondo è rinnovato da Cristo regnante.

Gioite! …

La porta di Ezechiele che era chiusa è stata attraversata,
là dove è sorta la luce si trova la salvezza.

Gioite! …

Perciò il nostro canto risuoni già in segno di purificazione,
benedica il Signore: salve al nostro Re.

Gioite! …

GEORDIE
Fabrizio de Andrè

Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d’amore,
piangeva per il suo Geordie.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie.

Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent’anni ancora
cadrà l’inverno anche sopra il suo viso,
potrete impiccarlo allora.

Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.

Così lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

GLORIA ‘N CIELO
Codice 91 di Cortona

Gloria ‘n cielo e pace ‘n terra, nat’è ‘l nostro salvatore.
Nat’è Cristo glorioso, l’alto Dio maravellioso;
fact’è homo desideroso lo benigno creatore.
Pace ‘n terra sia cantata; gloria ‘n cielo desiderata;
la donzella consecrata parturit’à ‘l salvatore.
Nel presepe era beato quei ke in cielo è contemplato,
dai santi desiderato reguardando el suo splendore.

GO, TELL IT ON THE MOUNTAIN
Spiritual

Go, tell it on the mountain,
over the hills and ev’rywhere,
go, tell it on the mountain
that Jesus Christ is born.

While shepherds kept their watching
òer silent flocks by night,
Behold throughout the heaven
there shone a holy light

The shepherds feared and trembled,
when lo, above the earth
Rang out the angel chorus
that hailed our Savior’s birth.

There in a lowly manger
the humble Christ was born
and brought us God’s salvation
that blessed birthday morn.

Va’, dillo sopra i monti,
sulle colline e dappertutto
Va’, dillo sopra i monti,
che Gesù Cristo è nato.

Mentre i pastori continuavano la veglia
sui silenziosi fiocchi nella notte
guardate là nel cielo
splendeva la luce santa.

I pastori tremarono impauriti
quando, sopra la terra
squillò il coro degli angeli
che annunciò la nascita del Salvatore.

Là in una semplice mangiatoia
l’umile Cristo era nato
portandoci la salvezza di Dio
che ha benedetto il mattino della nascita.

GUTE NACHT O WESEN
Dal Mottetto BWV 227 “Jesu meine Freude”
Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Gute Nacht, o Wesen,
das die Welt erlesen,
mir gefällst du nicht.
Gute Nacht, ihr Sünden,
bleibet weit dahinten,
kommt nicht mehr ans Licht!
Gute Nacht, du Stolz und Pracht,
Dir sei ganz, du Lasterleben,
gute Nacht gegeben.

Buona notte, esistenza
che hai scelto il mondo,
non mi soddisfi.
Buona notte, peccato,
stai lontano da me,
non venire più alla luce!
Buona notte, orgoglio e gloria!
Soprattutto a te, vita di iniquità
buona notte!

HEAR MY PRAYER
Moses Hogan (1957-2003)

O Lord, please hear my prayer;
In the morning when I rise.
It’s your servant bound for glory.
O dear Lord, please hear my prayer.
O Lord, please hear my prayer.
Keep me safe within your arms.
It’s your servant bound for glory.
O dear Lord, please hear my prayer.
When my work on earth is done,
And you come to take me home.
Just to know I’m bound for glory;
And to hear You say, “Well done!”
Done with sin and sorrow.
Have mercy. Mercy.
Amen.

O Signore, ascolta la mia preghiera
al mattino quando mi sveglio.
Sono il tuo servo, diretto verso la gloria.
O mio Signore, ascolta la mia preghiera;
O mio Signore, ascolta la mia preghiera;
Tienimi al sicuro tra le tue braccia.
Sono il tuo servo, diretto verso la gloria.
O mio Signore, ascolta la mia preghiera;
Quando il mio compito sulla terra sarà terminato,
E tu verrai per portarmi a casa.
Solo per sapere che sono diretto verso la gloria;
e per sentirTi dire “Ben fatto!”
Ho chiuso con il peccato e con il dolore.
Abbi pietà. Pietà.
Amen.

HEAR MY PRAYER
Henry Purcell (1659-1695)

Hear my prayer, o Lord!
And let my crying unto Thee.

Signore, ascolta la mia preghiera!
E lascia che il mio grido arrivi a Te!

HORATII CARMEN II
Orazio, Odi II Libro n.10
Zoltan Kodaly (1882-1967)

Rectius vives, Licini, neque altum
semper urgendo neque, dum procellas
cautus horrescis, nimium premendo litus iniquum.

auream quisquis mediocritatem
diligit, tutus caret obsoleti
sordibus tecti, caret invidenda sobrius aula.

saepius ventis agitatur ingens
pinus et celsae graviore casu
decidunt turres feriuntque summos fulgura montis.

sperat infestis, metuit secundis
alteram sortem bene praeparatum
pectus: informis hiemes reducit Iuppiter, idem
submovet; non, si male nunc, et olim
sic erit: quondam cithara tacentem
suscitat Musam neque semper arcum tendit Apollo.
rebus angustis animosus atque
fortis adpare, sapienter idem
contrahes vento nimium secundoturgida vela.

Vivrai più rettamente, Licinio,
se non ti spingerai sempre in alto mare e, mentre cauto temi le tempeste,
non rasenterai troppo da vicino la costa insidiosa.

Chiunque prediliga quell’aurea via di mezzo, al sicuro,
sta lontano dallo squallore di un tugurio cadente;
moderato, sta lontano da una reggia che suscita invidia.
Il più delle volte è scosso dai venti un pino troppo elevato,
ed alte torri crollano al suolo più rovinosamente,
e la folgore colpisce le cime dei monti.

Un animo ben temprato nell’avversa fortuna si augura,
nella buona teme un destino diverso.
Orribili tempeste scatena su di noi Giove, lui stesso le allontana.
Non è detto che, se ora ti va male, sarà così ancora:
talvolta Apollo con la cetra risveglia la poesia che tace,
e non sempre tende l’arco.
Nelle avversità mostrati forte e coraggioso,
ed allo stesso modo, saggiamente,
ammaina le vele gonfiate da un vento troppo favorevole.

HYMNUS DE VANITATE MUNDI
Codice Szelepcsenyi 1675
György Deak-Bárdos (1905-1991)

Cur mundus militat sub vana gloria,
cujus prosperitas est transitoria?
Tam cito labitur ejus potentia,
quam vasa figuli quae sunt fragilia.
Quam breve festum est haec mundi Gloria
ut umbra hominis sic ejus gaudia.
Quae simper subtrahunt aeterna praemia
et ducunt hominem ad dura devia.
Amen.

Perchè il mondo lotta per la vana gloria
La cui fortuna è passeggera?
La sua potenza vacilla tanto presto
Quanto i fragili cocci del vasaio.
Questa gloria del mondo è un piacere tanto breve
Quanto l’ombra dell’uomo e così sono le sue gioie.
Esse sempre sottraggono i premi eterni
E conducono gli uomini fuori strada su difficili vie.
Amen.

IF YE LOVE ME
Thomas Tallis (1505-1585)

If ye love me
keep my commandments,
and I will pray the Father,
and he shall give you another comforter
That he my ‘bide with you forever
E’en the spir’t of truth.

Se mi amate
osserverete i miei comandamenti
e io pregherò il Padre
ed egli vi darà un altro Consolatore
perché rimanga con voi per sempre,
lo spirito di verità.

IL PANE DEL CAMMINO
Pierangelo Sequeri

Il tuo popolo in cammino
cerca in te la guida.
Sulla strada verso il regno
sei sostegno col tuo corpo:
resta sempre con noi, o Signore!

È il tuo pane, Gesù, che ci dà forza
e rende più sicuro il nostro passo.
Se il vigore nel cammino si svilisce,
la tua mano dona lieta la speranza.

È il tuo vino, Gesù, che ci disseta
e sveglia in noi l’ardore di seguirti.
Se la gioia cede il passo alla stanchezza,
la tua voce fa rinascere freschezza.

È il tuo Corpo, Gesù, che ci fa Chiesa,
fratelli sulle strade della vita.
Se il rancore toglie luce all’amicizia,
dal tuo cuore nasce giovane il perdono.

È il tuo Sangue, Gesù, il segno eterno
dell’unico linguaggio dell’amore.
Se il donarsi come te richiede fede,
nel tuo Spirito sfidiamo l’incertezza.

È il tuo Dono, Gesù, la vera fonte
del gesto coraggioso di chi annuncia.
Se la Chiesa non è aperta ad ogni uomo,
il tuo fuoco le rivela la missione.

IL PESCATORE
Fabrizio de Andrè

All’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

Venne alla spiaggia un assassino
due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di un’avventura.

E chiese al vecchio dammi il pane
ho poco tempo e troppa fame
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino.

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
non si guardò neppure intorno
ma versò il vino e spezzò il pane
per chi diceva ho sete e ho fame.

E fu il calore d’un momento,
poi via di nuovo verso il vento,
poi via di nuovo verso il sole
dietro alle spalle un pescatore.

Dietro alle spalle un pescatore
e la memoria è già dolore
è già il rimpianto d’un aprile
giocato all’ombra di un cortile.

Vennero in sella due gendarmi
vennero in sella con le armi
chiesero al vecchio se lì vicino
fosse passato un assassino.

Ma all’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito il pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

IL SIGNORE È IL MIO PASTORE (Salmo 23)
D.M. Turoldo, I. Passoni, G. De Marzi

Il Signore è il mio pastore
nulla manca ad ogni attesa
in verdissimi prati mi pasce,
mi disseta a placide acque.

è il ristoro dell’anima mia
in sentieri diritti mi guida
per amore del santo suo nome
dietro lui mi sento sicuro.

Pur se andassi per valle oscura
non avrei a temere alcun male
perchè sempre mi sei vicino
mi sostieni col tuo vincastro.

Quale mensa per me tu prepari
sotto gli occhi dei miei nemici
e di olio mi ungi il capo
il mio calice è colmo di ebbrezza.

Bontà e grazia mi sono compagne
quanto dura il mio cammino
io starò nella casa di Dio
lungo tutto il migrare dei giorni.

IL VOSTRO AMORE
Michele d’Alonzo – L. Marchetti

Il vostro amore sia l’acqua pura che sulla terra fa nascere i fior.
Sia più fecondo della pioggia e più ridente degli occhi di un bimbo.

Ho attraversato le verdi colline; ho scalato le cime dei monti:
nei tuoi occhi ho trovato la pace, dei tuoi petali mi son sfamato.

I diamanti per me più preziosi io li ho trovati nelle tue mani:
hai intessuto un manto di seta per ripararmi dal vento del colle.

IN DULCI JUBILO
BWV 368
Johann Sebastian Bach (1685-1750)

In dulci jubilo singet und seid froh,
unsers Herzens Wonne liegt in praesepio,
leuchtet als die Sonne matris in gremio.
Alpha es et O.

In dolce giubilo ora cantate e siate lieti,
la delizia del nostro cuore giace nel presepio,
ed è luminoso come il sole in grembo alla madre.
Tu sei L’Alfa e l’Omega, il principio e la fine di tutte le cose.

IN MEMORIAM
Christophe BarratierBruno Coulais
dalla colonna sonora del film “Les Choristes

Kyrie eleison
Christe eleison
Requiem aeternam
Dona eis domine
Eis domine
Et lus perpetua
Luceat cis
Te decet hymnus deus
In sion et tibi reddetur
Votum in Jerusalem
Jerusalem
Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison
Christe eleison
Kyrie eleison
Christe eleison
Requiem aeternam
Dona eis domine
Eis domine
Requiem aeternam
Dona eis domine domine
Requiem aeternam

INNO ALLA GIOIA
Ludwig van Beethoven (1770–1827) – Testo Friedrich Shiller (1759-1805) 
trad. e arm Malatesta

Freude, schöner Göiterfunken, Tochter aus Elysium,
wir betreten feuertrunken, Himmlische, dein Heiligtum!
Deine Zauber binden wieder; was die Mode strenggeteilt;
alle Menschen werden Brüder, wodein sanfter Fiügel weilt.

Gioia, fiaccola divina figlia dell’Elysio,
tu ci unisci con la fiamma, dalla sommità del ciel!
Il tuo afflato ricongiunge chi violenza disunì:
noi vivremo tra fratelli sotto un’ala di bontà!

INNO DI MAMELI
Goffredo Mameli – Michele Novaro

Fratelli d’Italia L’Italia s’è desta,
dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma,
chè schiava di Roma Iddio la creò.

Stringiamci a coorte siam pronti alla morte
siam pronti alla morte: l’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli calpesti, derisi,
perchè non siam popolo, perchè siam divisi.
Raccolgaci un’unica Bandiera, una speme:
di fonderci insieme già l’ora suonò.

Stringiamci a coorte siam pronti alla morte
siam pronti alla morte: l’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci, l’Unione, e l’amore
rivelano ai popoli le vie del Signore;
giuriamo far libero il suolo natìo:
uniti per Dio chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte siam pronti alla morte
siam pronti alla morte: l’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia dovunque è Legnano,
ogn’uom di Ferruccio ha il core, ha la mano,
i bimbi d’Italia si chiaman Balilla,
il suon d’ogni squilla i Vespri suonò.

Stringiamci a coorte siam pronti alla morte
siam pronti alla morte: l’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano le spade vendute:
già l’Aquila d’Austria le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia, il sangue Polacco,
bevè, col cosacco, ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte siam pronti alla morte
siam pronti alla morte: l’Italia chiamò.

IN NOTTE PLACIDA
François Couperin (1668-1733)

In notte placida, per muto sentier,
dai campi dè ciel discese l’Amor,
dell’alme fedeli il Redentor!

Nell’aura è il palpito d’un grande mister,
del nuovo Israello è nato il Signor
il fiore più bello dei nostri cuor!

Cantate o popoli Gloria all’Altissimo
L’anima aprite a speranza d’amor!
Gloria! Gloria!

Se l’aura è gelida e il vento è crudel,
deh! Vieni al mio cuore vieni a posar,
ti vò col mio amore riscaldar.

Se l’aura è gelida e il vento è crudel,
Deh! Vieni al mio cuore vieni a posar,
ti vò col mio amore Gesù cullar.

INSALATA ITALIANA
Richard Genée (1823-1895)

Piano, piano, dolce, soave ed amabile,
forte, piano, pianissimo!
Venite qua!
Forte, fortissimo! Forte, piano, pianino!
Crescendo, stringendo, più mosso!
Rinforzando! Diminuendo;
decrescendo, morendo, smorzando!
Recitativo!
O Dio! O cielo!
Coloratura!
lo tremo!
A piacere! Colla parte! Fermata!
Lento, con espressione,
larghetto; sostenuto, ritenuto.
Espressivo, ben marcato,
con dolore, ben legato;
con espressione!
Pizzicato! Arco!
Ah! Vibrato, mezzavoce,
appassionato! Precipitato!
Sospirando, ritardando.
Espressivo, ben marcato,
moderato sempre più,
ritardando sempre più.
Tra ta ta ta! Suona la tromba!
Tra ta ta ta, a la vedetta!
Tromboni, timpani, fagotti!
Contrabbassi, violini, clarinetti!
Venite tutti a la vendetta! Sì!
Con fuoco, staccato!
Furioso! Calmato!
Assai scandaloso,
non più lamentoso!
Bravo, bravissimo, sono contento;
Volti subito l’accompagnamento!
Con rabbia, con furia
In tempo di Polacca,
leggiero, un poco, con volubilità!
Con impeto, con scandalo,
con grazia, con anima!
Agitato!
Con delicatezza!
Da capo!
Più mosso stretto
Fine dell’opera.
Felicità, felicità!
Fine dell’opera.

IN STILLER NACHT
Johannes Brahms (1833-1897)

In stiller Nacht, zur ersten Wacht,
Ein Stimm begunnt zu klagen,
der nächtge Wind hat süß und lind
zu mir den Klang getragen;
von herbem Leid und Traurigkeit
ist mir das Herz zerflossen,
die Blümelein, mit Tränen rein
hab ich sie all begossen.

Der schöne Mond will untergahn,
für Leid nicht mehr mag scheinen,
die Sterne lan ihr Glitzen stahn,
mit mir sie wollen weinen.
Kein Vogelsang, noch Freudenklang
man höret in den Lüften,
die wilden Tier traurn auch mit mir
in Steinen und in Klüften.

Nella notte tranquilla
Una voce cominciò a lamentarsi;
il vento della notte, delicatamente e dolcemente,
mi portò il suo suono.
E per quella tristezza e quel dolore così amari
il mio cuore si sciolse.
Tutti i fiorellini
bagnai con le mie lacrime sincere.

La bellissima luna vuole fuggire
dal dolore e non risplendere più;
le stelle lasceranno spegnere la loro luce
per piangere con me.
Nell’aria
nè canto d’uccello nè suono gioiso si ode;
anche gli animali selvaggi soffrono con me
sulle rocce e nei burroni.

IN THE BLEAK MIDWINTER
Harold Darke (1888-1976)

In the bleak midwinter, frosty wind made moan,
earth stood hard as iron, Water like a stone.
Snow had fallen snow on snow,
in the bleak midwinter long ago.
Our God, Heav’n cannot hold Him, nor earth sustain
Heav’n and earth shall flee away, when He comes to reign.
In the bleak midwinter, a stable place suffic’d
the Lord God almighty Jesus Christ.

Enough for Him, whom cherubin, Worship night and day,
a breast full of milk, And a manger full of hay.
enough for Him, whom angels, Fall down before,
the ox and ass and camel, Which adore.
What can I give Him, poor as I am?
If I were a shepherd, I would bring a lamb
If I were a wise man, I would do my part.
Yet what I can I give Him,
give my heart, give my heart.

Nel cuore del gelido inverno, il vento freddo gemeva,
la terra era dura come ferro, l’acqua come pietra.
La neve cadeva e cadeva,
nel cuore del gelido inverno tanto tempo fa.
Il nostro Dio, il Paradiso non lo può trattenere, nè la terra sostenere
Il cielo e la terra si dilegueranno quando Egli verrà a regnare.
Nel cuore del gelido inverno una stalla bastò
al Signore Dio onnipotente Gesù Cristo.

A Lui, che i cherubini adorano giorno e notte,
bastano un seno gonfio di latte e una mangiatoia piena di fieno.
A Lui, davanti al quale si prostrano gli angeli, bastano
il bue e l’asino e il cammello, in adorazione.
Cosa gli posso dare io, povero come sono?
Se fossi un pastore, porterei un agnello.
Se fossi un saggio, farei la mia parte.
Però ciò che posso dargli
è il mio cuore.

JESU BLEIBET MEINE FREUDE
dalla Cantata 147
Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Jesus bleibet meine Freude,
meines Herzens Trost und Saft,
Jesus wehret allem Leide,
er ist meines Lebens Kraft,
meiner Augen Lust und Sonne,
meiner Seele Schatz und Wonne;
darum lass’ ich Jesum nicht
aus dem Herzen und Gesicht.

Gesù è la mia gioia
consolazione e linfa del mio cuore.
Gesù mi protegge da ogni male,
Egli è la forza della mia vita,
gioia e luce dei miei occhi,
ricchezza e delizia della mia anima.
Per questo voglio custodire Gesù
negli occhi e nel cuore.

JESU MEINE FREUDE
Dal Mottetto BWV 227 “Jesu meine Freude”
Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Jesu, meine Freude,
meines Herzens Weide,
Jesu, meine Zier,
Gottes Lamm, mein Bräutigam,
außer dir soll mir auf Erden
nichts sonst Liebers werden.
Ach wie lang, ach lange
ist dem Herzen bange
und verlangt nach dir!

Gesù, mia gioia,
diletto del mio cuore,
Gesù, mio tesoro,
ah, da quanto, da quanto tempo
il mio cuore soffre
e ardentemente ti desidera!
Agnello di Dio, mio sposo,
nessun’altro sulla terra
può essermi più caro di te.

JESU REX ADMIRABILIS
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525?-1594)

Jesu, Rex admirabilis
Et triumphator nobilis
Dulcedo ineffabilis
Totus desiderabilis.

Mane nobiscum Domine
Et nos illustra lumine
Pulsa mentis caligine
Mundum reple dulcedine.

Gesù Re glorioso,
E conquistatore nobile
ineffabile dolcezza
tutto desiderabile.

Resta con noi Signore
e illumina il nostro cammino
liberaci dalle tenebre
riempi il mondo di dolcezza.

JESUS RICHTE MEIN BEGINNEN
dall’Oratorio di Natale BWV 248
Johann Sebastian Bach (1675-1750)

Jesus, richte mein Beginnen,
Jesus bleibe stets bei mir,

Jesus zäume mir die Sinnen,
Jesus sei nur mein Begier,

Jesus sei mir in Gedanken,
Jesu, lassemich nicht wanken!

Gesù sii il mio fondamento,
Gesù proteggi tu la mi anima,

Gesù salvami dalla tentazione,
Gesù sii il mio unico scopo,

Gesù serbami nella tua grazia,
Gesù non lasciarmi mai vacillare!

JUBILATE DEO
Salmo 100
Ko Matsushita (*1962)

Jubilate Deo, omnis terra:
servite Domino in laetitia.
Introite in conspectu ejus, in exsultatione.

Scitote quoniam Dominus ipse est Deus:
ipse fecit nos, et non ipsi nos.
Populus ejus, et oves pascuae ejus.

Introite portas ejus in confessione,
atria ejus in hymnis: confitemini illi.
Laudate nomen ejus,quoniam suavis est Dominus:
in aeternum misericordia ejus,
et usque in generationem et generationem veritas ejus.

Acclamate al Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;
poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia,
la sua fedeltà per ogni generazione.

KALANDA FOTON
Tradizionale greco-ortodosso per l’Epifania

Simera ta fòta klò fotismòs
i charà megali kiò aghiasmòs.
Kàto ston Iordàni tòn potamò
kathe tì Kiràmas i Panaghià.
Kaliméra kalispéra
kalì su mér, afénti me tin kirà.

Organo vastài keri kratì
ken tòn Ai-Ghiànni paracalì:
Ai-Ghiànni afènti ke vapsistì
vàttise ke mena theù pedì.
N’anèvo epàno stòn uranò
na masépso ròda ke livanò.

Oggi è l’Epifania, festa della Luce,
grande gioia e benedizione.
Giù nel fiume Giordano sta seduta la Madonna.
Buon giorno, buona sera,
buon giorno a voi, padrone e padrona.

Tiene lo strumento e la candela
e prega San Giovanni:
“Battezza anche me, figlio di Dio,
affinchè io salga in cielo
a raccogliere rose e incenso”.

KÖSZÖNTÖ
Zoltan Kodaly (1882-1967)

Sërkenj fël kégyes nép mosolyog az hajnal,
Arany szál tollakkal rëpdës mint ëggy angyal.
Ingó bingó zöld fuszál Szépen fëöltözik
liliommal roszaval mëgtörülközik.
Amënynyifuszál van a tarka
Amenyi csëpp viz van a tengër medrébe,
Annyi áldás szlljon galambom fejére.
Annyi áldás szlljon galambom fejére.
mosolyog az hajnal

SALUTO

Svegliati, popolo benevolo! L’alba sorride,
vola come un angelo dalle ali dorate.
La rosa ballerina si veste bene,
S’asciuga pure un giglio.
Quante sono le gocce nel mare
tanta sia la benedizione sul capo della mia buona mamma!

L’INNO ANGELICO
Tradiz. francese (arm. R. Finazzi)

Gli angeli nelle campagne cantano l’inno al Signor del ciel;
e risponde dalle montagne con questo canto l’eco fedel:

Gloria in excelsis Deo!

Su cerchiamo il bel villaggio che custodisce sì gran tesor:
gli rechiamo il nostro omaggio: le nostre voci e il nostro cuor.

Gloria in excelsis Deo!

LA CITTA’ VECCHIA
Fabrizio de Andrè

Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.

E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l’esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po’ di vocazione.

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d’esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l’ombra di un sorriso tra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai dilapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire “micio bello e bamboccione”.

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.

LA VERA GIOIA
Marco Frisina (*1954)

La vera gioia nasce dalla luce
che splende viva in un cuore puro,
la verità sostiene la sua fiamma
perciò non teme ombra nè menzogna,
la vera gioia libera il tuo cuore,
ti rende canto nella libertà.

La vera gioia nasce dalla luce
che splende viva in un cuore puro,
la verità sostiene la sua fiamma
perciò non teme ombra nè menzogna,
la vera gioia libera il tuo cuore,
ti rende canto nella libertà.

La vera gioia vola sopra il mondo
ed il peccato non potrà fermarla
le sue ali splendono di grazia,
dono di Cristo e della sua salvezza
e tutti unisce come in un abbraccio
e tutti ama nella carità.

LAETATUS SUM RV 607 – Salmo 121
Antonio Vivaldi (1678-1741)

Laetatus sum in his quae dicta sunt mihi:
in domum Domini ibimus.
Stantes erant pedes nostri:
in atriis tuis Ierusalem.
Ierusalem que aedificatur ut civitas:
cuius participatio eius in idipsum.
Illuc enim, ascenderunt tribus,
tribus Domini:
testimonium Israel
ad confitendum nomini Domini.
Quia illic sederunt sedes in iudicio:
sedes super domum David.
Rogate quae ad pacem sunt Ierusalem:
et abundantia diligentibus te.
Fiat pax in virtute tua:
et abundantia in turribus tuis.
Propter fratres meos et proximos meos:
loquebar pacem de te.
Propter domum Domini Dei nostri:
quaesivi bona tibi.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto:
Sicut erat in principio, et nunc, et semper,
Et in saecula saeculorum. Amen.

Quale gioia, quando mi dissero:
“Andremo alla casa del Signore”.
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide.
Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura,
sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: “Su di te sia pace!”.
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Com’era in principio e ora e sempre
Nei secoli dei secoli. Amen.

LASCIATEMI MORIRE
Claudio Monteverdi (1567 – 1643)
dal Lamento di Arianna, scena VII

Lasciatemi morire!
E che volete voi, che mi conforte
in così dura sorte,
in così gran martire?
Lasciatemi morire!

LAUDATE DOMINUM RV 606 – Salmo 116
Antonio Vivaldi (1678-1741)

Laudate Dominum omnes gentes:
laudate eum omnes populi.
Quoniam confirmata est super nos,
misericordia ejus et veritas Domini
manet in aeternum.
Gloria Patri et Filio,
et Spiritu Sancto.
Sicut erat in principio, et nunc, et semper,
et in saecula saeculorum. Amen.

Lodate il Signore, popoli tutti,
voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perchè forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore
dura in eterno.
Gloria al Padre e al Figlio
E allo Spirito Santo
Com’era in principio e ora e sempre
Nei secoli dei secoli. Amen.

LAUDATE NOMEN DOMINI
Christopher Tye (c.1505 – c.1573)

Laudate nomen Domini, vos servi Domini;
ab ortu solis usque ad occasum ejus.

Decreta Dei justa sunt, et cor exhilarant:
laudate Deum principes et omnes populi.

Lodate il nome del Signore, voi servi del Signore,
dal sorgere del sole fino al tramonto.

Le leggi del Signore sono giuste e danno gioia al cuore:
lodate Dio, voi principi e voi tutti, popoli!

LAUL PÕHJAMAAST
Ülo Vinter

Põhjamaa, me sünnimaa, 
tuulte ja tuisuööde maa, 
range maa ja kange maa, 
virmaliste maa. 

Põhjamaa, me sünnimaa, 
iidsete kuuselaante maa, 
lainte maa ja ranna maa, 
sind ei jäta ma.

On lumme uppund metsasalud, 
vaiksed taliteed, 
nii hellad on su aisakellad, 
lumel laulvad need.

Põhjamaa, me sünnimaa, 
karmide meeste kallis maa, 
taplemiste tallermaa, 
püha kodumaa. 

Põhjamaa, me sünnimaa, 
hinges sind ikka kannan ma, 
kaugeil teil sa kallis meil, 
sind ei jäta ma.

Terra del Nord, nostra terra natia,
terra di vento e di tormente notturne,
terra aspra e forte,
terra dell’aurora boreale.

Terra del Nord, nostra terra natia,
terra di antiche foreste,
terra di onde e spiagge,
non ti lascerò mai.

Ci sono boschetti coperti di neve,
sentieri silenziosi,
così tenere sono le tue campane da slitta,
che cantano sulla neve.

Terra del Nord, nostra terra natia,
cara terra di uomini duri,
campo di mortali battaglie,
patria santa.

Terra del Nord, nostra terra natia,
continuerò a portarti nell’anima,
a noi così cara su sentieri stranieri,
non ti lascerò mai.

 

LAY A GARLAND
Robert Lucas de Pearsall (1795–1856)

Lay a garland on her hearse
of dismal yew.
Maidens, willow branches wear,
say she died true.
Her love was false, but she was firm
Upon her buried body lie
lightly, thou gentle earth.

Deponete una corona di triste tasso
sul suo carro funebre.

Portate con voi rami di salice, o giovani fanciulle.
Proclamatelo, ella morì da giusta.
Il suo amore non fu vero, ma rimase sempre retta.
Grava con leggerezza sul suo corpo sepolto,
o nobile terreno.

LIGHT OF LOVE
Ralph C. Shultz (*1932)

See the light that brightens the sky,
For the angels come from on high.
Sing allelu, sing allelu, sing with saints above,
Jesus the Christ child, Light of Love.

See the light that leads the sheep
to the Shepherd who never sleeps.
Sing allelu, sing allelu, sing with saints above,
Jesus the Christ child, Light of Love.

See the light that marks the place
where Mary bore the Savior of our race
Sing allelu, sing allelu, sing with saints above,
Jesus the Christ child, Light of Love.

See the light òer Bethlehem town
where the Infant wears a crown
Sing allelu, sing allelu, sing with saints above,
Jesus the Christ child, Light of Love.

See the light that shines each day,
still leading wisemen on their way,
Sing allelu, sing allelu, sing with saints above,
Jesus the Christ child, Light of Love.

See the light where God’s own Son
gave His life, salvation won.
Sing allelu, sing allelu, sing with saints above,
Jesus the Christ child, Light of Love.

See the light ‘n Christmas morn,
Sing out the news our Savior is born!
Sing allelu, sing allelu, sing with saints above,
Jesus the Christ child, Light of Love.

Vedete la luce che rischiara il cielo
Poichè gli angeli vengono dall’alto
Cantate alleluia con i santi in cielo
Gesù il Cristo bambino, luce dell’amore.

Vedete la luce che quida le pecore
Al Pastore che mai dorme,
Cantate alleluia con i santi in cielo
Gesù il Cristo bambino, luce dell’amore.

Vedete la luce che indica il posto
Dove Maria ha partorito il Salvatore dell’umanità
Cantate alleluia con i santi in cielo
Gesù il Cristo bambino, luce dell’amore.

Vedete la luce sopra Betlemme
Dove il Bambino indossa una corona
Cantate alleluia con i santi in cielo
Gesù il Cristo bambino, luce dell’amore.

Vedete la luce che illumina i giorni
Che guida i giusti sulla loro via
Cantate alleluia con i santi in cielo
Gesù il Cristo bambino, luce dell’amore.

Vedete la luce dove il Figlio di Dio
Diede la sua vita e vinse la salvezza
Cantate alleluia con i santi in cielo
Gesù il Cristo bambino, luce dell’amore.

Guardate la luce sul mattino di Natale
Cantate la notizia: il nostro Salvatore è nato
Cantate alleluia con i santi in cielo
Gesù il Cristo bambino, luce dell’amore.

LIGHTEN OUR DARKNESS
A. L’Estrange (*1974)

Lighten our darkness,
we beseech Thee, o Lord,
and by Thy great mercy
defend us from all perils and dangers of this night.
For the sake of Thy only son,
our saviour Jesus Christ.
Amen.

Rischiara le nostre tenebre
ti imploriamo, o Signore,
e nella tua grande misericordia
difendici dai pericoli di questa notte.
Per il tuo unico Figlio
il nostro salvatore Gesù Cristo.
Amen.

LOCUS ISTE
Anton Bruckner (1824-1896)

Locus iste a Deo factus est,
inaestimabile sacramentum,
irreprehensibilis est.

Questo luogo è stato fatto da Dio,
mistero inestimabile
e irreprensibile.

LULLABYE
Billy Joel (*1949)

Goodnight my angel, time to close your eyes,
and save these questions for another day.
I think I know what you’ve been asking me,
I think you know what I’ve been trying to say.
I promised I would never leave you,
then you should always know
wherever you may go,
no matter where you are
I never will be far away.

Goodnight my angel, now it’s time to sleep,
and still so many things I want to say.
Remember all the songs you sang for me,
when we went sailing on an emerald bay.
And like a boat out on the ocean,
I’m rocking you to sleep
The water’s dark and deep,
inside this ancient heart
you’ll always be a part of me.

Goodnight my angel, now it’s time to dream,
and dream how wonderful your life will be.
Someday your child may cry,
and if you sing this lullaby,
then in your heart there will always be a part of me.
Someday we’ll all be gone
but lullabies go on and on
they never die
that’s how you and I will be.

Buonanotte angelo mio, è ora di chiudere gli occhi,
e di rimandare queste domande a un altro giorno.
Penso di sapere cosa volevi chiedermi.
Penso he tu sappia cosa stavo cercando di dirti.
Ti ho promesso che non ti lascerò mai,
perciò dovresti sapere
che dovunque andrai,
non importa dove,
io sarò sempre vicino a te.

Buonanotte, angelo mio, è ora di dormire
e ci sono ancora tante cose che vorrei dirti.
Ricorda tutte le canzoni che mi hai cantato
quando andammo a navigare in una baia di smeraldo.
E come una barca nell’oceano
ti sto cullando per farti addormentare.
L’acqua è scura e profonda,
e dentro questo vecchio cuore
tu sarai sempre una parte di me.

Buonanotte, angelo mio, è ora di sognare
e di sognare quanto bella sarà la tua vita.
Un giorno il tuo bambino potrà piangere
e se tu canterai questa ninnananna,
allora nel tuo cuore ci sarà sempre una parte di me.
Un giorno entrambi non ci saremo più,
ma le ninnananne ci saranno sempre,
non moriranno mai:
e così anche tu e io

LUX AURUMQUE
Eric Whitacre (*1970)

Lux calida gravisque,
pura velut aurum,
canunt angeli molliter
modo natum.

Luce calda e pesante
come oro puro
e gli angeli cantano dolcemente
al bambino appena nato.

MATONA MIA CARA
Orlando di Lasso (1532?-1594)

Matona mia cara, mi follere canzon,
Cantar sotto finestra, Lantze buon compagnon.

Don, don, don, diridiri don, don, don, don.

Ti prego m’ascoltare, che mi cantar de bon,
E mi ti foller bene, come greco e capon.

Don, don, don, diridiri don, don, don, don.

Com’andar alle cacce, cacciar, cacciar con le falcon,
Mi ti portar beccacce grasse come rognon.

Don, don, don, diridiri don, don, don, don.

Se mi non saper dire tante belle rason,
Petrarcha mi non saper, ne fonte d’Helicon.

Don, don, don, diridiri don, don, don, don.

Se ti mi foller bene, mi non esser poltron,
mi ficcar tutta notte, ficcar, ficcar come monton.

Don, don, don, diridiri don, don, don, don.

 

MISERERE MEI
Gregorio Allegri (1582-1652)

Miserere mei, Deus:
secundum magnam misericordiam tuam.

Et secundum multitudinem miserationum tuarum,
dele iniquitatem meam.

Amplius lava me ab iniquitate mea:
et a peccato meo munda me.

Quoniam iniquitatem meam ego cognosco:
et peccatum meum contra me est semper.

Tibi soli peccavi, et malum coram te feci:
ut iustificeris in sermonibus tuis, et vincas cum iudicaris.

Ecce enim in iniquitatibus conceptus sum:
et in peccatis concepit me mater mea.

Ecce enim veritatem dilexisti:
incerta et occulta sapientiae tuae manifestasti mihi.

Asperges me, hyssopo, et mundabor:
lavabis me, et super nivem dealbabor.

Auditui meo dabis gaudium et laetitiam:
et exsultabunt ossa humiliata.

Averte faciem tuam a peccatis meis:
et omnes iniquitates meas dele.

Cor mundum crea in me, Deus:
et spiritum rectum innova in visceribus meis.

Ne proiicias me a facie tua:
et spiritum sanctum tuu ne auferas a me.

Redde mihi laetitiam salutaris tui:
et spiritu principali confirma me.

Docebo iniquos vias tuas:
et impii ad te convertentur.

Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meae:
et exsultabit lingua mea iustitiam tuam.

Domine, labia mea aperies:
et os meum annuntiabit laudem tuam.

Quoniam si voluisses sacrificium, dedissem utique:
holocaustis non delectaberis.

Sacrificium Deo spiritus contribulatus:
cor contritum, et humiliatum, Deus, non despicies.

Benigne fac, Domine, in bona voluntate tua Sion:
ut aedificentur muri Ierusalem.

Tunc acceptabis sacrificium iustitiae, oblationes, et holocausta:
tunc imponent super altare tuum vitulos.

 

Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia;

nella tua grande bontà
cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.

Le mie colpe io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di Te ho peccato, ciò che è male ai Tuoi occhi io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, retto nei Tuoi giudizi.

Ecco, io sono generato nella colpa,
concepito dagli ardori di mia madre.

Ma Tu vuoi la sincerità del cuore,
e nella mia notte, mi fai conoscere la sapienza.

Purificami con issòpo e sarò mondato;
lavami e sarò bianco ancor più della neve.

Fammi sentire letizia e gioia,
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli il Tuo sguardo da ogni mio peccato,
cancella tutte le mie colpe.

Crea in me un cuore puro, o Dio,
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla Tua presenza
e non privarmi del Tuo santo Spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato,
e lo spirito generoso mi sostenga.

Insegnerò le Tue vie agli erranti,
i peccatori a Te torneranno.

Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza,
e la mia lingua esalterà la Tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra,
e la mia bocca proclami la Tua lode;

poiché il sacrificio Tu non gradisci,
e, se io offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, tu, o Dio, non disprezzerai.

Nel Tuo amore fai grazia a Sion,
le mura rialza di Gerusalemme.

I sacrifici prescritti allora gradirai, l’olocausto e l’intera oblazione:
allora immoleranno vittime sul Tuo altare.

MLK
Paul David Hewson (Bono VoxU2)

Sleep
Sleep tonight
And may your dreams
Be realized
If the thundercloud
Passes rain
So let it rain
Rain down on him
So let it be
So let it be

Dormi,
dormi stanotte
e possano i tuoi sogni
realizzarsi.
Se la nuvola temporalesca
porta pioggia
allora lascia che piova,
che piova su di lui.
Così sia
così sia.

MON COEUR
Orlando di Lasso (1532?-1594)

Mon coeur se recommande à vous,
tout plein d’ennui et de martyre;
au moins en dépit des jaloux
faites qU’adieu vous puisse dire.
Ma bouche qui vous soulait rire
et conter propos gracieux
ne fait maintenant que maudire
ceux qui m’ont banni de vos yeux.

Il mio cuore si raccomanda a voi
colmo di malinconia e di cruccio:
almeno a dispetto dei gelosi,
fate che vi possa dire addio!
La mia bocca, che sapeva sorridere
e raccontare cose graziose,
ora non fa che maledire
coloro che mi hanno bandito dai vostri occhi.

MUUSIKA
Päart Usberg (*1986)

Kuskil peab alguskokkukõla olema,
kuskil suures looduses, varjul.
On tema vägevas laotuses,
Täheringide kauguses,
on tema päikese sära sees,
lillekeses, metsakohinas,
emakõne südamemuusikas
või silmavees –
kuskil peab surematus olema,
kuskil alguskokkukõla leitama:
kust oleks muidu inimese rinda saanud ta –
muusika?

Da qualche parte deve essere,  l’armonia originale,
in qualche luogo nell’immensa natura, nascosta.
E’ nell’impetuoso infinito,
nelle orbite delle lontane stelle,
nel bagliore del sole,
in un esile fiore, nello stormire degli alberi,
nel battito del cuore materno,
o nelle lacrime?
Da qualche parte deve esserci, l’immortalità;
da qualche parte si dovrà trovare l’armonia originale:
in quale altro modo potrebbe pervadere l’animo umano
quella musica?

MY FUNNY VALENTINE
Richard Rodgers (1902-1979)

My funny valentine,
Sweet comic valentine,
You make me smile with my heart.
Your looks are laughable, unphotographable,
Yet, you’re my favorite work of art.
Is your figure less than greek?
Is your mouth a little weak?
When you open it to speak, are you smart?
But, don’t change a hair for me.
Not if you care for me.
Stay little valentine, stay!
Each day is valentines day

Tu sei la mia spassosa innamorata
dolce simpatica innamorata
il mio cuore sorride con te
le tue espressioni fanno ridere
per niente fotogeniche
resti sempre la mia opera d’arte preferita
La tua figura non è all’altezza di quelle greche?
La tua bocca talmente sottile
che appena la apri per parlare sembra che sorridi
ma non cambiare un solo capello per me
Non farlo, se ti sto a cuore
resta la mia spassosa innamorata
ogni giorno è il giorno degli innamorati.

NACHTWACHE I Op. 104 n.1
Johannes Brahms (1678-1741)

Leise Töne der Brust,
Geweckt vom Odem der Liebe,
Hauchet zitternd hinaus,
ob sich euch öffen ein Ohr,
öff’n ein liebendes Herz,
und wenn sich keines euch öffnet,
trag ein Nachtwind euch
seufzend, in meines zurück.

Dolci suoni dell’anima,
suscitati dal respiro dell’amore
soffiate tremanti,
se aprite un orecchio,
aprite anche un cuore amorevole
e se nessuno vi accoglie
lasciate che il vento della notte
vi riporti sospiranti a me.

NE SUPULI GREZNA
Trad. americano, Arr. A. Sejans

Ne šūpulī greznā Viņš varĕ ja migt
uz siena bij’ siĺīte galviņu likt.
Vien zvaigžņu pulks augšā mirdzēja zviļš
un vēstīja ļaudīm: Vinš Dieva Dēis mīļš.

Un gaišums bijkūtī,kur Bērņinš šis dus;
pat lopiņiem pretī Viņš smaidīja kluss.
Vai, Jēzu, par Tevi mīļāks vēl kăds?
Pie gultiņas manas no debesīm nāc!

NINNA NANNA
Bruno Bettinelli (1913-2004)

Dormi dormi o bel bambin,
re divin, re divin,
dormi, dormi o fantolin,
fa la nanna caro figlio
re del ciel, tanto bel,
grazioso giglio.

NON NOBIS, DOMINE
Patrick Doyle (*1953)

Non nobis Domine sed nomine tuo da gloriam.

Non a noi, o Signore, ma al tuo nome da’ gloria.

NOTRE PÈRE
Maurice Duruflé (1913-2004)

Notre Père qui es aux Cieux,
que ton nom soit sanctifié,
que ton règne vienne,
que ta volonté soit faite sur la terre comme au ciel.
Donne nous aujourd’hui notre pain de ce jour,
pardonne nous nos offenses
comme nous pardonnons aussi à ceux qui nous ont offensés,
et ne nous soumets pas à la tentation,
mais délivre nous du mal.

Padre nostro che sei nei Cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo Regno,
sia fatta la tua volontà
come in Cielo, così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

NOTTE SANTA
Bepi de Marzi (*1935)

Notte Santa,
notte d’amore,
notte di stelle,
notte di pace.
Solo il vento
preme di là dai monti:
cerca un varco nella valle,
cerca strada tra le colline.
Trema come un fiore,
trema dentro il cuore,
trema la Madonna:
ora è soltanto mamma.
Vento, non soffiare,
corri verso il mare.
Notte santa,
notte d’amore,
notte di pace:
il vento tace.

NUN SEID IHR WOHL GEROCHEN
dall’Oratorio di Natale BWV 248
Johann Sebastian Bach (1685.1750)

Nun seid ihr wohl gerochen
an eurer Feinde Schar.
Denn Christus hat zerbrochen,
was euch zuwider war.

Tod, Teufel, Sund und Hölle
sind ganz und gar geschwächt;
bei Gott hat seine Stelle
das menschliche Geschlecht.

Il trionfo è ultimato,
il nostro salvatore Cristo Signore
ha vinto e sconfitto
il diavolo e le sue schiere.

Il peccato, la morte, l’inferno e satana
possono sfidare il giusto;
Dio chiama i suoi eletti
a sè nell’alto dei cieli.

O BONE JESU
Marc’Antonio Ingegneri (1536?-1592)
(attribuito a Palestrina)

O bone Jesu,
miserere nobis
quia tu creasti nos
tu redemisti nos
sanguine tuo
pretiosissimo.

O buon Gesù
abbi pietà di noi
perchè tu ci hai creato,
tu ci hai redento
con il tuo sangue
preziosissimo.

O CHE BON ECCHO
Orlando di Lasso (1532-1594)

O la, O che bon eccho!
Pigliamoci piacere!
Ha, ha, ha, ha, ha! Ridiamo tutti.
O bon compagno, che voi tu?
Voria che tu cantassi una canzona.
Perchè? Perchè si? Perchè no?
Perchè non voglio.
Perchè non voi?
Perchè non mi piace;
Taci dico!
Taci tu, o gran poltron.
Signor si! Or sù non più.
Andiamo, Addio, bon eccho!
Addio, bon eccho!
Rest’ in pace!
Basta, basta, basta,
basta, basta, basta,
basta.

O MAGNUM MYSTERIUM
Morten Lauridsen (*1943)

O magum mysteyum
et admirabile sacramentum,
ut animalia viderent Dominum natum
jacentem in praesepio!
Beata Virgo cujus viscera meruerunt
portare Dominum Christum.
Alleluia!

O grande mistero
e mirabile sacramento,
che gli animali vedessero il Signore appena nato
giacente nella mangiatoia.
Beata la Vergine il cui ventre
meritò di portare il Signore (Gesù) Cristo.
Alleluia.

O NATA LUX
Morten Lauridsen (*1943)

O nata lux de lumine
Jesu redemptor saeculi,
dignare clemens supplicum
laudes precesque sumere.
Qui carne quondam contegi
dignatus es pro perditis.
Nos membra confer effici,
tui beati corporis.

O luce nata dalla luce,
Gesù redentore del mondo,
con clemenza degnati di accettare
le lodi e le preghiere di noi supplici.
Tu che un tempo ti sei degnato
di indossare la carne per noi peccatori,
concedi a noi di diventare
membra del tuo beato corpo.

O SACRUM CONVIVIUM
Luigi Molfino (1916-2012)

O sacrum convivium
in quo Christus sumitur
recolitur memoria passionis eius;
mens impletur gratia,
et futurae gloriae nobis pignus datur.
Alleluia, alleluia

O sacro convito,
in cui Cristo è nostro cibo,
si perpetua il memoriale della sua passione;
l’anima nostra è colmata di grazia,
e ci è dato il pegno della gloria futura.
Alleluia, alleluia.

O SALUTARIS HOSTIA
Gioacchino Rossini (1792-1868)

O salutaris Hostia,
quae caeli pandis ostium,
bella premunt hostilia:
da robur, fer auxilium.

Ostia di salvezza
che spalanchi la porta del cielo,
aspre battagli ci stringono da ogni parte:
donaci forza e aiuto.

O SALUTARIS HOSTIA
Eriks Esenvalds (*1977)

O salutaris Hostia,
quae caeli pandis ostium,
bella premunt hostilia:
da robur, fer auxilium.
Uni trinoque Domino
sit sempiterna gloria,
qui vitam sine termino
nobis donet in patria.

Ostia di salvezza
che spalanchi la porta del cielo,
aspre battaglie ci stringono da ogni parte:
donaci forza e aiuto.
All’unico e trino Dio,
che vita senza termine
dà a noi nella sua patria,
sia sempiterna gloria.

O SANTISSIMA
Corale Siciliano

O Santissima,
o Piissima
dolce Vergin Maria,
Madre beata
Immacolata:
prega,
prega per noi.

Tu confortaci,
tu difendici
dolce Vergin Maria.
Quando chiediamo
per Te speriamo:
prega,
prega per noi.

O TANNENBAUM
Tradizionale Tedesco

O Tannenbaum
Wie grün sind deine Blätter
Du grünst nicht nur zur Sommerzeit
Nein auch im Winter wenn es schneit
O Tannenbaum
Wie grün sind deine Blätter!

O Tannenbaum
Du kannst mir sehr gefallen!
Wie oft hat nicht zur Winterszeit
Ein Baum von dir mich hoch erfreut!
O Tannenbaum
Du kannst mir sehr gefallen!

O Tannenbaum
Dein Kleid will mich was lehren:
Die Hoffnung und Bestandigkeit
Gibt Mut und Kraft zu jeder Zeit!
O Tannenbaum
Dein Kleid will mich was lehren!

Oh albero di Natale
Come sono verdi le tue foglie
Tu sei verde non solo d’estate
No, anche in inverno quando nevica
Oh albero di Natale
Come sono verdi le tue foglie!

Oh albero di Natale
Puoi piacermi molto!
Quanto spesso d’inverno un albero
Non mi ha rallegrato tanto quanto te!
Oh albero di Natale
Puoi piacermi molto!

Oh albero di Natale
Il tuo vestito mi vuole insegnare qualcosa:
La speranza e la costanza
Dammi coraggio e forza in ogni momento!
Oh albero di Natale
Il tuo vestito mi vuole insegnare qualcosa

O VOS OMNES
Pietro Allori (1925-1985)

O vos omnes, qui transitis per viam
attendite et videte.
Si est dolor similis sicut dolor meus.
Attendite, universi populi,
et videte dolorem meum.

O voi tutti che passate per la via
fermatevi e guardate
se vi è un dolore simile al mio.
Fermatevi, popoli tutti,
e guardate il mio dolore.

PATER! DIMITTE ILLIS! (Lc 23,24)
György Deak-Bárdos (1905-1991)

Jesus autem dicebat:
“Pater, dimitte illis
Non enim sciund quid faciunt”.

Gesù diceva:
“Padre, perdonali,
perchè non sanno quello che fanno”.

PATER NOSTER
Volgarizzato da Dante
Giuseppe Verdi (1813-1901)

O Padre nostro che nei cieli stai,
santificato sia sempre il tuo nome,
e laude e grazia di ciò che ci fai.
Avvenga il regno tuo,
siccome pone questa orazion:
tua volontà si faccia,
siccome in cielo in terra in unione.
Padre, dà oggi a noi pane,
e ti piaccia che ne perdoni li peccati nostri;
nè cosa noi facciam che ti dispiaccia.
E che noi perdoniam,
tu ti dimostri esempio a noi per tua gran virtute;
acciò dal rio nemico ognun si schiostri.
Divino Padre, pien d’ogni salute,
ancor ci guarda dalla tentazione
dell’infernal nemico e sue ferute;
sì che a te facciamo orazione,
che meritiam tua grazia,
e il regno vostro a posseder
vegnam con divozione.
Preghiamti, Re di gloria e Signor nostro,
che tu ci guardi da dolore:
e fitta la mente abbiamo in te,
col volto prostro.
Amen.

PINOCCHIO
Fiorenzo Carpi (1918-1997)

Com’è triste l’uomo solo, che si guarda nello specchio
Ogni giorno un po’ più vecchio che non sa con chi parlare
Passa giorno dopo giorno senza avere senza dare,
quando il sole va a dormire ed il cielo si fa scuro,
resta solo una candela ed un’ ombra sopra il muro.

Per non essere più solo mi son fatto un burattino
per avere l’illusione di esser padre di un bambino,
che mi tenga compagnia senza darmi grattacapi,
che non usi la bugia come pane quotidiano
e che adesso che son vecchio possa darmi anche una mano.

Come è stato lo sapete, è la storia di Pinocchio
naso lungo e capo tondo che va in giro per il mondo,
che pretende di pensare e su tutto ragionare.

Chi mi dice di ascoltarlo, chi mi dice di punirlo
ma non so che cosa fare, non è facile educare,
lui non vuole andare a scuola, lui non vuole lavorare;
debbo dirvi in confidenza che com’è non mi dispiace
m’è riuscito proprio bene più lo vedo e più mi piace.

PÕKAREKARE ANA
Tradizionale Maori

Pōkarekare ana, ngā wai o Waiapu
Whiti atu koe hine, marino ana e.
E hine e, hoki mai ra
Ka mate ahau i te aroha e.
Tuhituhi taku reta, tuku atu taku rīngi
Kia kite tō iwi, raru raru ana e.
E hine e, hoki mai ra
Ka mate ahau i te aroha e.
E kore te aroha, e maroke i te rā
Mākūkū tonu i aku roimata e.
E hine e, hoki mai ra
Ka mate ahau i te aroha e.
Whati whati taku pene, kua pau aku pepa
Ko taku aroha, mau tonu ana e.
E hine e, hoki mai ra
Ka mate ahau i te aroha e.

Le onde si infrangono sulla spiaggia di Waiapu,
il mio cuore soffre per la tua mancanza, amore mio.
Oh mia amata, torna da me
potrei morire d’amore per te
Ti ho scritto una lettera e mandato insieme il mio anello
così che la tua gente veda quanto mi importa di te.
Oh mia amata, torna da me
potrei morire d’amore per te
Il calore del sole non brucerà il mio amore
che è mantenuto sempre verde dalle mie lacrime
Oh mia amata, torna da me
potrei morire d’amore per te
La mia povera penna si è rotta e la lettera partita
ma il mio amore per te rimane per sempre
Oh mia amata, torna da me
potrei morire d’amore per te

QUI PRESSO A TE
Attribuito a Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Qui presso a Te, Signor, restar vogl’io:
è il grido del mio cuor l’ascolta o Dio!
La sera scende o scura sul cuor che s’impaura,
mi tenga ogn’or la fè qui presso a Te.

Qui presso a Te, Signor, restar vogl’io:
niun vede il mio dolor, Tu il vedi o Dio.
O vivo pan verace, sol Tu puoi darmi pace.
Nè pace v’ha per me lontan da Te. Amen.

RAKUT (Tenerezza)
Eric Whitacre (*1970)

Hu ha yá malé rakút;
Vechól káma shenistá
lehishaér kach,
Vechól káma shenistá
lehishaér kach,
Pashút, uvlí sibá tová,
Lakách otá el toch atzmó,
Veheníach Veheníach
Bamakóm
hachí, hachí, hachí, rach.

Lui era pieno di tenerezza;
lei era molto dura.
E per quanto ella si sforzasse di rimanere tale,
con semplicità, e nessun valido motivo,
lui la prese dentro di sè,
e la fece accomodare
nel posto più soffice, più soffice.

RING CHRISTMAS BELLS
Mykola Leontovych (1877-1921)

Ring, Christmas bells, merrily ring,
tell all the world Jesus is King!
Loudly proclaim with one accord,
the happy tale, welcome the Lord!
Ring, Christmas bells, sound far and near,
the birth day of Jesus is here.
Herald the news to old and young,
tell it to all in ev’ry tongue.
Ring, Christmas bells, toll loud and long,
your message sweet peel and prolong.
Come, all ye people, join in the singing,
repeat the story told by the ringing.
Ring, Christmas bells, ring, Christmas bells.
Loudly proclaim with one accord,
the happy tale, welcome the Lord!
Ring, Christmas bells,
Ring! Ring! Ring!
Jesus is King!

Suonate, campane di Natale, suonate gioiose.
Dite a tutto il mondo che Gesù è Re!
Proclamate a gran voce all’unisono
la buona novella, salutate il Signore!
Suonate campane di Natale, suonate vicine e lontane.
Il giorno della nascita di Gesù è giunto.
Annunciate la novella ai giovani e ai vecchi,
ditela a tutti in ogni lingua.
Suonate campane di Natale, con rintocchi a distesa
svelate e ripetete il vostro dolce messaggio.
Venite, voi genti tutte, unitevi al canto,
ripetete la storia annunciata dalle campane.
Suonate, campane di Natale, suonate, campane di Natale.
Proclamate a gran voce all’unisono
la buona novella, salutate il Signore!
Suonate, campane di Natale,
Suonate! Suonate! Suonate!
Gesù è Re!

SALMO 25
Lūgšana / Preghiera
Rihards Dubra (*1964)

To Thee, O Lord, do I lift up my soul.
Lord God, in Thee I trust. Let me not be ashamed,
and let not my enemies triumph over me.

Show me Thy ways,
O Lord, and teach me Thy paths.
Lead me, teach me to live according to Thy truth
for Thow art my God of salvation,
in Thee I trust all day long.

Remember, O Lord, Thy compassion
and Thy steadfast mercy that is eternal.
Please remember not the transgressions and sins of my youth,
according to Thy love and mercy,
remember me, for Thy goodness’ sake, O Lord!
Amen.

A te Signore innalzo l’anima mia
Dio mio, in te confido: non sia confuso!
Non trionfino su di me i miei nemici!

Fammi conoscere le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perchè sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.

Ricordati, SIgnore, del tuo amore
della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
Amen.

SALMO 150
Ernani Aguiar (*1950)

Laudate Dominum in sanctis eius.
Laudate eum in firmamento virtutis eius.

Laudate eum secundum multitudinem
magnitudinis eius.

Laudate eum in sonum tubae
Lauedate eum in psalterium et cithara.

Laudate eum in tympanum et choro.
Laudate eum in chordis et organo.

Laudate eum in cymbalis bene sonantibus.
Laudate eum in cymbalis jubilationis.

Omnis spiritus laudet Dominum.
Alleluia.

Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nel suo maestoso firmamento.

Lodatelo per le sue imprese,
lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con il suono del corno,
lodatelo con l’arpa e la cetra.

Lodatelo con tamburelli e danze,
lodatelo sulle corde e con i flauti.

Lodatelo con cimbali sonori,
lodatelo con cimbali squillanti.

Ogni vivente dia lode al Signore.
Alleluia.

SANMATIO
Bepi de Marzi (*1935)

Co la regina de San Matio la vole l’acqua rento ‘l so castelo,
ma che la porta el capitano, quel che comanda la cità de Giano.
Ma ‘l capitano ga za l’amore, la ze la fiola de Lilano Belo;
el se la porta nel so castelo e l’indormenza co’ le serenate.

Le serenate del capitano le sveja tuta la cità de Giano.
Ma la regina no’ ze contenta: la vole l’acqua dela Valle Scura.
El capitano el ga paura, el ga paura de la Busa Fonda.
La Busa Fonda, la Busa Nera, el capitano belo el se dispera.

El se dispera el capitano, quel che comanda la cità de Giano.
Ma la regina no’ ze contenta: la vole l’acqua rente l’erba menta.
Co’ l’erba menta, co’ l’erba amara, la Busa Fonda la diventa ciara,
col primo sole de la matina, il capitano trova l’acqua fina.

Ma la regina no’ ze contenta: la vole l’acqua rento ‘l so castelo;
che ghe la porta, col capitano, la vol la fiola de Lilano Belo.
Lilano Belo dal campo tondo ga tanti fiori che profuma ‘l mondo,
ma ‘l capitano li porta via così la storia ‘desso ze finìa.

La ze la storia del capitano, quel che comanda la cità de Giano.
La ze la storia de la regina che la voleva tuta l’aqua fina.
Ma ‘l capitano la porta via, così la storia ‘desso ze finìa

SAY LOVE, IF EVER THOU DIDST FIND
John Dowland (1562-1626)

Say, Love if ever thou didst find,
A woman with a constant mind?
None but one,
And what should that rare mirror be,
Some goddess or some queen is she?
She and only she,
She only queen of love and beauty.

But could thy fiery poison’d dart
At no time touch her spotless heart
Nor come near?
She is not subject to Love’s bow,
Her eye commands, her heart saith ‘No,
No and only no
One no another stil l doth follow.

How might I that fair wonder know
That mocks desire with endless no?
See the moon
That ever in one change doth grow
Yet still the same and she is so
So and only so
From Heav’n her virtues she doth borrow

To her then yield thy shafts and bow,
That can command affections so:
Love is free,
So are her thoughts that vanquish thee,
There is no queen of love but she,
She and only she,
She only queen of love and beauty.

Dimmi, Cupido, se hai mai trovato
una donna con una mente fedele?
Solo una.
E quale tipo di donna, che prezioso specchio è:
una qualche dea o regina?
Lei, lei e solo lei,
è l’unica regina dell’amore e della bellezza.

E può la tua freccia ardente e avvelenata
colpire mai il suo cuore immacolato
o arrivarci vicino?
Ella non si sottomette all’arco di Cupido,
i suoi occhi incoraggiano, ma il suo cuore dice no,
no, no e solo no,
a un no segue sempre un altro no.

Come potrei riconoscere questa rara meraviglia,
che si fa beffe del desiderio dicendo sempre no?
Guarda la luna,
che sebbene cambi e cresca,
è sempre la stessa; ella è così:
così, così e solo così,
dal cielo essa ottiene le sue virtù.

Allora Cupido, porgi a lei il tuo arco e le tue frecce,
che possono influenzare il nostro amore:
perchè sei libero,
come liberi sono i suoi pensieri che ti hanno conquistato,
perchè non c’è altra regina dell’amore che lei.
Lei, lei e solo lei,
è l’unica regina dell’amore e della bellezza.

SCAPA OSELETO
Bepi de Marzi (*1935)

Scapa, oseléto, ciuféto,
becheto de oro,
violin de passàia,
oceti che vola,
piumeti che canta,
vosseta de cielo, scapa.
Scapa, fincheto,
montan, seleghéta.
Scapa, sesalìn de la mama
che in tuta l’istà
la te ga ben insegnà
a cantare, volare,
magnare fojéte,
baéti e bisseti, scapa.
Scapa, becheto de oro,
violin de la mama
che desso la vola
sigando, pianzendo
col core che sciopa:
domatina i ve copa!

SE TU M’ACCOGLI
Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Se tu m’accogli, Padre buono,
prima che venga sera,
se tu mi doni il tuo perdono,
avrò la pace vera:
ti chiamerò, mio Salvator,
e tornerò, Gesù, con te.

Se nell’angoscia più profonda,
quando il nemico assale,
se la tua grazia mi circonda,
non temerò alcun male:
t’invocherò, mio Redentor,
e resterò sempre con te.

SERENA E’ LA NOTTE
Tradizionale, arm.R. Finazzi

Serena è la notte di gelo
ma cantano gli angeli in cielo:
“Venite, venite: alla grotta di Bethlem
è nato, è nato il Signor!”

E’ nato piccino piccino,
il dolce divino Bambino:
grazioso sorride e innamora,
venite pastori, venite a veder!

Suonate campane, suonate, suona-te:
chiamate le genti al Signor!
Suonate campane, suonate, suona-te:
chiamate le genti al Signor!

La mamma lo culla e rimira,
quel viso celeste che ispira
profonda dolcezza infinita
e stringe il Bambino, il Bambino al suo cuor.

Venite qui presso alla culla,
nel mondo non s’ode più nulla;
c’è gioia, c’è pace nel cuore:
è Dio sovrano, sovrano d’amor.

Suonate campane, suonate, suona-te:
chiamate le genti al Signor!
Suonate campane, suonate, suona-te:
chiamate le genti al Signor!

SHALOM ALEICHEM
tradizionale ebraico – arr. Gil Aldemà

שָׁלוֹם עֲלֵיכֶם מַלְאֲכֵי הַשָּׁרֵת מַלְאֲכֵי עֶלְיוֹן
מִמֶּלֶךְ מַלְכֵי הַמְּלָכִים הַקָּדוֹשׁ בָּרוּךְ הוּא

בּוֹאֲכֶם לְשָׁלוֹם מַלְאֲכֵי הַשָּׁרֵת מַלְאֲכֵי עֶלְיוֹן
מִמֶּלֶךְ מַלְכֵי הַמְּלָכִים הַקָּדוֹשׁ בָּרוּךְ הוּא

§בָּרְכוּנִי לְשָׁלוֹם מַלְאֲכֵי הַשָּׁרֵת מַלְאָכִי עֶלְיוֹן
מִמֶּלֶךְ מַלְכֵי הַמְּלָכִים הַקָּדוֹשׁ בָּרוּךְ הוּא

צֵאתְכֶם לְשָׁלוֹם מַלְאֲכֵי הַשָּׁרֵת מַלְאָכִי עֶלְיוֹן
מִמֶּלֶךְ מַלְכֵי הַמְּלָכִים הַקָּדוֹשׁ בָּרוּךְ הוּא

Shalom aleichem malachei hashareit malachei elyon,
mi-melech malchei ha-melachim haQadosh BarukhHu.

Bo’achem le-shalom malachei hashalom malachei elyon,
mi-melech malchei ha-melachim haQadosh BarukhHu.

Barchuni le-shalom malachei hashalom malachei elyon,
mi-melech malchei ha-melachim haQadosh BarukhHu.

Tzeit’chem le-shalom malachei hashalom malachei elyon,
mi-melech malchei ha-melachim haQadosh BarukhHu.

Pace a voi, angeli “ministri”, angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re, il Santo, Benedetto Egli sia.

Venite in pace, angeli di pace, angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re, il Santo, Benedetto Egli sia.

Beneditemi con la pace, angeli di pace, angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re, il Santo, Benedetto Egli sia.

Andate in pace, angeli di pace, angeli dell’Altissimo,
del Supremo Re dei re, il Santo, Benedetto Egli sia.

SICUT CERVUS
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525?-1594)

Sicut cervus desiderat ad fontes acquarum
ita anima mea ad te, Deus.

Come la cerva anela alle acque
così l’anima mia anela a te, o Dio.

SIGNORE DELLE CIME
Bepi De Marzi (*1935)

Dio del cielo, Signore delle cime
un nostro amico hai chiesto alla montagna.
ma ti preghiamo, ma ti preghiamo:
su nel Paradiso, su nel Paradiso
lascialo andare
per le Tue montagne.

Santa Maria, Signora della neve
copri col bianco soffice mantello
il nostro amico, il nostro fratello
su nel Paradiso, su nel Paradiso
lascialo andare
per le Tue montagne.

SING WE AND CHANT IT
Thomas Morley (1557/8-1602)

Sing we and chant it
while love doth grant it
fa la la…
Not long youth lasteth
and old age hasteth;
now is best leisure
to take our pleasure
fa la la…

All things invite us
now to delight us
fa la la…
Hence, care, be packing!
no mirth be lacking!
Let spare no treasure
to live in pleasure
fa la la…

Cantiamo e cantiamo
finché ci è concesso l’amore;
la gioventù non dura a lungo,
e la vecchiaia incombe;
ora è il momento migliore
di concederci il piacere.

Ora tutto ci invita
a deliziarci,
Quindi, attenzione: fate scorta,
senza trascurare alcuna gioia!
Non tralasciate alcun piacere,
veri tesori della vita!

SIYAHAMBA
Tradizionale Zulu

Siyahamb’ekukhanyeni kwenkos’
siyahamb’ekukhanyeni kwenkos’.

We are marching in the light of God
We are marching in the light of God

Caminando en la luz de Dios
Caminando en la luz de Dios

Nous marchons dans la lumière de Dieu
Nous marchons dans la lumière de Dieu

Marschieren in der Gottes Licht
Marschieren in der Gottes Licht

Menetelmi Isten fényét
Menetelmi Isten fényét

Nella luce del SIgnor marciam
Nella luce del SIgnor marciam

Incedentes est in luce Dei
Incedentes est in luce Dei

Tuc insema in te la lus del Signur
Tuc insema in te la lus del Signur.

SO BEN MI CHI C’HA BON TEMPO
Orazio Vecchi (1550-1605)

So ben, mi, c’ha bon tempo,
so ben, mi, c’ha bon tempo,

Fa la la la la la la la la la la.

Il so, ma basta mo’,
il so, ma basta mo’,

Fa la la la la la la la la la la la.

So ben ch’è favorito,
so ben ch’è favorito,

Fa la la la la la la la la la la.

Ahimè! n’ol posso dir,
ahimè! n’ol posso dir.

Fa la la la la la la la la la la la.

O, s’io potessi dir,
o, s’io potessi dir,

Fa la la la la la la la la la la.

Chi va, chi sta, chi vien,
chi va, chi sta, chi vien,

Fa la la la la la la la la la la la.

La ti darà martello,
la ti darà martello,

Fa la la la la la la la la la la.

Per farti disperar,
per farti disperar.

Fa la la la la la la la la la la la.

Saluti e baciamani,
saluti e baciamani,

Fa la la la la la la la la la la.

Son tutti indarno, a fè,
son tutti indarno, a fè.

Fa la la la la la la la la la la la

STABAT MATER
Zoltan Kodaly (1882-1967)

Stabat mater dolorosa
juxta crucem lacrimosa
dum pendebat Filius.

Cuius animam gementem,
contristatam et dolentem
pertransívit gladius.

O quam tristis et afflicta
fuit illa benedicta
mater unigeniti.

Qui est homo qui non fleret,
Matrem Christi si videret
in tanto supplicio.

Pro peccatis suae gentis
vidit Jesum in tormentis
et flagellis subditum.

Vidit suum dulce natum
moriendo desolatum
dum emisit spiritum.

Fac ut ardeat cor meum
in amando Christum Deum
ut sibi complaceam.

Juxta crucem tecum stare
et me tibi sociare
in planctu desidro.

Fac me plagis vulnerari,
fac me cruce inebriari,
et cruore Filii.

Quando corpus morietur,
fac ut animae donetur
Paradisi gloria.

Amen

La Madre piena di dolore
stava in lacrime accanto alla
croce da cui pendeva il figlio.

E il suo animo gemente,
contristato e dolente
una spada trafiggeva

O quanto triste e afflitta
era, la Madre benedetta
dell’unigenito.

Quale uomo non piangerebbe
vedendo la Madre di Cristo
in tanto dolore.

Per i peccati del suo popolo
vide Gesù sottoposto a tormenti
e frustate.

Vide la sua dolce creatura
morire nella desolazione
mentre esalava il suo spirito.

Fai che arda il mio cuore
amando Cristo Dio
perchè io possa piacergli.

Io desidero stare con te
accanto alla croce e unirmi
con te nel pianto.

Fa che io sia ferito delle sue piaghe,
fa che sia inebriato della croce
e del sangue di tuo Figlio.

Quando il corpo morirà,
fa che sia donata all’anima
la gloria del Paradiso.

Amen

STARS
Eriks Esenvalds (*1977) – testo Sara Teasdale (1884-1993)

Alone in the night on a dark hill
with pines around me spicy and still,
and a heaven full of stars over my head,
white and topaz and misty red;
myriads with beating hearts of fire
that aeons cannot vex or tire;
up the dome of heaven like a great hill,
I watch them marching stately and still,
and I know that I
am honoured to be
witness
of such majesty.

Sola nella notte su una buia collina
pini mi circondano tutt’attorno audaci e immobili,
e un cielo colmo di stelle sopra di me,
bianche, topazio e di rosso velate;
miriadi, pulsanti cuori infuocati
che i secoli non possono affliggere nè sfiancare;
nella cupola del cielo come su una grande collina,
le osservo marciare maestose e calme,
e io so che
sono onorata di essere
testimone
di cotanta  maestà.

STILLE NACHT
Franz Xaver Gruber (1787-1863)

Stille Nacht, heilige Nacht!
Alles schlaft, einsam wacht
nur das traute hockheilige Paar
Holder Knabe in lockigen Haar!
Schlaf’ in himmlischer Ruh!

Stille Nacht, heilige Nacht!
Hirten erst kund gemacht
durch der Engel Halleluja
tant es lautvon fernund nah:
Christ, der Retterist da.

Stille Nacht, heilige Nacht!
Gottes Sohns, oh wie Nacht!
Lieb aus deinem gottlicken Mund
da uns schlagt die rettende Stund
Christ, in deiner Geburt!

Notte silente, notte santa!
Tutto dorme, ma qualcuno veglia:
soltanto la fedele e santissima coppia
cura il Pargolo che nella mangiatoia
dorme in un silenzio celeste.

Notte silente, notte santa!
Il primo annuncio è ai pastori
con l’alleluia degl’angeli,
che forte risuona, vicino e lontano :
Gesù Salvatore è giunto.

Notte silente, notte santa!
Figlio di Dio, come sorride
sulla tua divina bocca l’amore.
Batte per noi l’ora della salvezza
nel momento della tua nascita.

SUPER FLUMINA
Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525?-1594)

Super flumina Babylonis
illic sedimus et flevimus
dum recordaremur tui Sion.
In salicibus in medio ejus
suspendimus organa nostra.

Sui fiumi di Babilonia
sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

SURE ON THIS SHINING NIGHT
Morten Lauridsen (*1943)

Sure on this shining night
Of starmade shadows round,
Kindness must watch for me
This side the ground.

The late year lies down the north.
All is healed, all is health.
High summer holds the earth.
Hearts all whole.

Sure on this shining night
I weep for wonder wand’ring far
alone
Of shadows on the stars.

Certo, in questa notte che, intorno, trepida
di ombre intessute da stelle,
la Dolcezza deve essere venuta a cercarmi,
qui sulla terra.

Il tempo passato si è adagiato lontano,
tutto è ora al sicuro, salvato:
il calore di un’estate abbraccia la terra,
con tutto il cuore.

Sì, in questa notte sfolgorante
ho pianto di meraviglia
danzando lontano, da solo,
tra le ombre sulle stelle …

SWINGIN’ THE NIGHT AWAY
Jay Althouse

When the band starts swingin’ the beat,
makes me feel like tappin’ my feet.
Nothin’ could be finer
than coffee in a diner,
or swingin’ the night away.

Swing that beat with rhythm and drums.
Makes me feel like poppin’ my thumbs.
Nothin’ could be finer
than coffee in a diner,
swingin’ the night away.

Basie swung it when Ella sung it.
It always sounded fine.
Fans all dig it
and cool cats gig it.
Swing it on down the line.

When the band starts swingin’ the beat,
makes me feel like tappin’ my feet.
Nothin’ could be finer
than coffee in a diner,
or swingin’ the night away.
swingin’ the night away,
just swingin’ the night away.

Quando la band inizia a dare il ritmo
mi viene voglia di battere il piede.
Non c’è nulla di meglio
di un caffè in un locale,
o di far scorrere la notte a ritmo di swing.

Suona quello swing al ritmo dei tamburi.
Mi fa venir voglia di schioccare le dita.
Non c’è nulla di meglio
Di un caffè in un locale,
O di far scorrere la notte a ritmo di swing.

Basie lo suonava ed Ella lo cantava.
Era sempre bello ascoltarlo.
I fan se lo godevano
e i Cool Cats lo suonavano nei concerti.
Continuate a suonarlo, sempre.

Quando la band inizia a dare il ritmo
mi viene voglia di battere il piede.
Non c’è nulla di meglio
di un caffè in un locale,
O di far scorrere la notte a ritmo di swing,
solo far scorrere la notte a ritmo di swing.

TÁBORTUZNÉL
Lajos Bárdos (1899-1986)

Szellö zúg távol, alszik a tábor,
alszik a tábor, csak a tüz lángol.
Rakd meg, rakd meg, jó pajtásom, azt a tüzet,
Isten tudja, mikor látunk megint ilylyet.

Szellö zúgásnak fárad a hangja,
kis falucskának szól a harangja.
Hallga, hallga, szól a harang: bim-bam, bim-bam,
lelkünk mélyén kél rá visszhang: bim-bam, bim-bam.

Attorno al falò

Una brezza mormora lontano,
dorme il campo, dorme il campo,
solo il fuoco fiammeggia.
Metti ancora, metti ancora caro amico su quel fuoco,
Dio solo sa quando rivedremo un fuoco così.

Si stanca la voce del mormorio della brezza,
suona la campana del piccolo paesino.
Ascolta, ascolta, suona la campana: bim-bam, bim-bam,
Nel profondo della nostra anima risveglia un´eco: bim-bam, bim-bam.

TENEBRAE FACTAE SUNT
Tomás Luis de Victoria (1548-1611)

Tenebrae factae sunt, dum crucifixissent Jesum Judaei:
et circa horam nonam exclamavit Jesus voce magna:
Deus meus, ut quid me dereliquisti?
Et inclinato capite, emisit spiritum.

Exclamans Jesus voce magna ait:
Pater, in manus tuas commendo spiritum meum.

Et inclinato capite, emisit spiritum.

Mentre i Giudei crocifiggevano Gesù si fece buio,
e circa all’ora nona Gesù esclamò a gran voce:
Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato
E, chinato il capo, spirò.

Gesù esclamò a gran voce e disse:
Padre, nelle Tue mani affido il mio Spirito.

E, chinato il capo, spirò.

THANK YOU
Tradizionale Giamaicano

Thank you for the Christmas
Thank you for the New Year
And thank you for the chance to live,
To see another Christmas.

Grazie per il Natale
Grazie per il nuovo anno
E grazie per il dono della vita
Per vedere un altro Natale.

THE CROWN OF ROSES
Piotr Ilyich Tchaikovsky (1840-1893)

When Jesus Christ was yet a child
He had a garden small and wild,
Where in he cherished roses fair,
And wove them into garlands there.Now once, as summertime drew nigh,
There came a troop of children by,
And seeing roses on the tree,
With shouts they plucked them merrily.
“Do you bind roses in your hair?”
They cried, in scorn, to Jesus there.
The boy said humbly: “Take, I pray,
All but the naked thorns away.”
Then of the thorns they made a crown,
And with rough fingers pressed it down,
Till on his forehead fair and young
Red drops of blood like roses sprung.

Quando Gesù Cristo era ancora bambino
aveva un piccolo e incolto giardino
nel quale con amore belle rose curava
e in ghirlande le intrecciava.
Una volta sul finir dell’estate
un gruppo di bambini arrivò
e vedendo le rose sull’albero
con urli gioiosi le colsero.
“Intrecci rose nei tuoi capelli?”
Essi urlarono a Gesù monelli.
Il bimbo umile rispose: “Vi prego prendete
tutto ma le nude spine lasciate”.
Delle spine fecero dunque corona,
e con dita rudi premettero giù
fino a che sulla pelle bella e giovane
rosse gocce di sangue spuntarono come rose.

THE FIRST NOEL
Tradizionale

The first Noel the angel did say
Was to certain poor shepards in fields where they lay
In fields where they lay a keeping their sheep
on a cold winter’s night that was so deep.

Noel Noel Noel Noel
Born is the King of Israel.

They looked up and saw a star
shining in the east beyond them far
and to the earth it gave great light
and so it continued both day and night.

Noel Noel Noel Noel
Born is the King of Israel.

Then let us all with one accord
sing praises to our heavenly Lord
that hath made heav’n and earth of naught
and with His blood mankind hath bought

Noel Noel Noel Noel
Born is the King of Israel.

Il primo Natale in cui l’angelo parlò
fu ad alcuni poveri pastori mentre riposavano nei campi.
Nei campi dove riposavano a guardia del loro gregge
in una gelida notte d’inverno

Buon Natale, Buon Natale, è nato il Re d’Israele!

Alzarono lo sguardo e videro una stella
splendere ad Oriente molto, molto lontano,
che donò alla Terra una luce immensa
e così continuò giorno e notte.

Buon Natale, Buon Natale, è nato il Re d’Israele!

Lasciate dunque che tutti insieme
cantiamo lode al nostro Signore celeste
che ha fatto dal nulla il cielo e la terra
e col suo sangue ha riscattato l’umanità

Buon Natale, Buon Natale, è nato il Re d’Israele!

THE GOOSE AND THE SWAN
Bob Chilcott (*1955)

A certain rich man bought in the market a Goose and a Swan.
He fed the one for his table and kept the other for the sake of its song.
When the time came for killing the Goose,
the cook went to get him at night, when it was dark,
and was not able to distinguish one bird from the other.
By mistake he caught the Swan, instead of the Goose.
The Swan, threatened with death,
burst forth into song and made himself known by his voice,
and preserved his life by his melody.

“Music can delay death”.

Un tale ricco comprò al mercato un tacchino e un cigno.
nutrì l’uno per la sua mensa e tenne l’altro per la gioia del suo canto.
Quando fu tempo di uccidere il tacchino,
la notte il cuoco andò a prenderlo,
ma al buio non riuscì a distinguere un animale dall’altro
e per errore prese il cigno invece del tacchino.
Il cigno davanti alla minaccia di morte
eruppe in un canto, facendosi riconoscere dalla voce
e salvò la propria vita con la sua melodia.

“La musica può ritardare la morte”.

THE GROUND
Ola Gjeilo (*1978)

Pleni sunt caeli et terra gloria tua
Osanna, osanna in excelsis.
Benedictus qui venit in nomine Domini.
Osanna, osanna in excelsis.
Agnus Dei qui tollit peccata mundi
Dona nobis pacem.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna, osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna, osanna nell’alto dei cieli.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Dona a noi la pace.

THE HARE AND THE TORTOISE
Bob Chilcott (*1955)

A Hare one day ridiculed the short feet, and slow pace of the Tortoise,
who replied, laughing: “Though you are swift as the wind,
I will beat you in a race”.
The Hare, believing her assertion to be simply impossible,
assented to the proposal;
and they agreed that the Fox should choose the course and fix the goal.
On the day appointed for the race the two started together.
The Tortoise never for a moment stopped,
but went on with a slow but steady pace straight to the end of the course.
The Hare, lying down by the wayside, fell asleep.
At last waking up, and moving as fast as he could,
he saw that the Tortoise had reached the goal and was comfortably dozing after her fatigue.

“Slow but steady wins the race”.

Un giorno una Lepre si fece beffe della goffaggine della Tartaruga e della sua lentezza,
ma questa, divertita, le disse: “Sebbene tu corra veloce come il vento, sono sicura di batterti se facciamo una gara.”
La Lepre, convinta che l’affermazione non potesse essere verosimile,accettò la proposta;
così, decisero che fosse la Volpe a scegliere il percorso e a stabilire il traguardo.
Venne il giorno della gara; al via, le due contendenti partirono insieme.
Non un solo istante si fermò la Tartaruga, camminò con passo lento ma costante, dritto, fino alla fine del percorso.
La Lepre, sdraiatasi sul ciglio della strada, si addormentò.
Quando finalmente si svegliò, prese a correre più veloce che poteva,
ma arrivò giusto per vedere che la Tartaruga, avendo tagliato il traguardo, si stava ormai godendo il meritato riposo dopo la corsa.

“Arriva primo colui che procede con passo lento ma costante”

THERE IS A PARADISE ON EARTH
Robert Lucas de Pearsall (1795–1856)

There is a paradise on earth 
When flow’rs, to hail the summer’s birth 
From tree and grass are springing;
When perfumes rise to scent the gale,
And birds, in ev’ry grove and vale,
To welcome it are singing.

But fairer still, a lovely maid,
In all the charm of youth array’d,
No aid from art requiring;
All other flow’rs we cast aside,
And gaze with joy inspired pride,
Enraptur’d and admiring

È quasi un paradiso
quando, come le fioriture del paradiso,
i fiori spuntano dal trifoglio
e quando con voce argentina
gli uccelli cantano su rami fioriti
qui nel giardino, e laggiù al torrente.

Ma una donna nobile fiorisce ancora,
dolce d’anima e fiera di forma,
nella freschezza della giovinezza.
Lasciamo tutti i fiori ergersi
per guardare quella cara signora
e per deliziarsi della sua bontà.

(traduzione dal testo originale tedesco)

THE SEAL LULLABY
Eric Whitacre (*1970)

Oh! hush thee, my baby, the night is behind us,
And black are the waters that sparkled so green.
The moon, o’er the combers, looks downward to find us
At rest in the hollows that rustle between.
Where billow meets billow, then soft be thy pillow,
Ah, weary wee flipperling, curl at thy ease!
The storm shall not wake thee, nor shark overtake thee,
Asleep in the arms of the slow-swinging seas!

T’affretta, figliolo, la notte ci è dietro,
e nere son l’acque, sì verdi poc’anzi.
La luna ci cerca da sopra i marosi
nei cavi sonori che s’apron frammezzo.
Sei stanco, piccino, rannicchiati bene,
e il capo riposa sul dorso dell’onda,
ché dove si scontran più molle è il cuscino.
E non c’è tempesta che possa svegliarti,
oppur pescecane che possa acchiapparti,
dormendo nel grembo rullante del mar.

THE WATER IS WIDE
Tradizionale scozzese

The water is wide,
I cannot get o’er,
nor have I wings
with wich to fly.
Give me a boat
that will carry two
we both shall row,
my love and I.

I once leaned up
against a young oak tree,
it seemed as strong
as my love seemed.
It bended low,
then it broke, you see;
my love was not
the dream I dreamed.

Young love is blind
but it is true,
and love is kind
when it is new.
But love grows old
and it grows cold,
and fades away,
Like morning dew.

E’ vasto il mare
che devo attraversare
e neppure ho ali per volare
dammi una barca
che possa portarci in due
e remeremo entrambi,
il mio amore ed io…

Una volta mi sono appoggiato
contro una giovane quercia,
sembrava forte
quanto il mio amore.
Si piegò e si ruppe,
il mio amore non era
il sogno che avevo sognato.

L’amore giovane è cieco,
ma vero,
e l’amore è gentile
quando è nuovo,
ma l’amore invecchia
e si raffredda
e svanisce
come la rugiada del mattino

THIS LITTLE LIGHT OF MINE
Trad. Spiritual (arr. Moses Hogan)

This little light of mine,
I’m gonna let it shine.
Let it shine, let it shine, let it shine.

In my home, all over the world,

All through the night,
I’m gonna let it shine.
Let it shine, let it shine, let it shine.

My God gave it to me,
I’m gonna let it shine.
Let it shine, let it shine, let it shine.

Questa mia piccola luce
la lascerò splendere.
Che splenda, che splenda, che splenda.

Nella mia casa, in tutto il mondo,

Per tutta la notte
la lascerò splendere.
Che splenda, che splenda, che splenda.

Il mio Dio me l’ha data,
io la lascerò splendere.
Che splenda, che splenda, che splenda.

TOURDION
Pierre Attaingnant (1530)

Quand je bois du vin clairet,
Ami tout tourne, tourne, tourne, tourne,
Aussi désormais je bois Anjou ou Arbois.
Chantons et buvons, à ce flacon faisons la guerre,
Chantons et buvons, les amis, buvons donc!

Buvons bien, buvons mes amis,
Trinquons, buvons, vidons nos verres.
Buvons bien, buvons mes amis,
Trinquons, buvons, gaiement chantons.
En mangeant d’un gras jambon,
À ce flacon faisons la guerre!

Buvons bien, buvons mes amis trinquons,
buvons, gaiement chantons!

Beviamo alla grande, amici,
beviamo e vuotiamo i calici,
cantiamo in allegria.
Mentre ci abbuffiamo di grasso prosciutto,
combattiamo con questo bicchiere!!
Quando bevo il Chiaretto, tutto mi gira.
E così quando bevo Anjou o Arbois.

TRISTIS EST ANIMA MEA (Mt 26, 37-38)
György Deak-Bárdos (1905-1991)

Coepit Jesus contristari et mestus esse.
Tunc ait illis :
“Tristis est anima mea usque ad mortem ;
sustinete hic et vigilate mecum”.

Gesù cominciò a provare tristezza e angoscia.
Disse loro:
“La mia anima è triste fino alla morte;
restate qui e vegliate con me”.

TU PAUPERUM REFUGIUM
Josquin Desprèz (1440 ca – 1521?)

Tu pauperum refugium,
tu languoris remedium,
spes exulum,
fortitudo laborantium,
via errantium.
Et nunc, Redemptor Domine,
ad te solum confugio,
te verum Deum adoro,
in te spero, salus mea,
Jesu Christe.
Adjuva me, ne unquam obdormiat
in morte anima mea.

Tu rifugio dei poveri,
tu rimedio delle debolezze,
speranza degli esuli,
forza dei sofferenti,
via degli erranti, verità e vita.
Anche ora, Signore e redentore,
in te solo cerco rifugio,
te vero Dio adoro,
in te spero, in te confido,
mia salvezza,
Gesù Cristo, aiutami,
che mai la mia anima si addormenti nella morte.

TUROT ESZIK A CIGANY
Zoltan Kodaly (1882-1967)

Túrót eszik a cigány, duba
Veszekëdik azután, lëba,
Még azt mondja pofon vág, duba
Vágja biz a nagy apjat, lëba

Csipkefa bimboja
Kihajlott az útra
Rida, rida, bom, bom, bom
Kihajlott az útra

Arra mënt Jánoska
szakajt ëgygyet róla
Rida, rida, bom, bom, bom
szakajt ëgygyet róla.

Túrót eszik a cigány …

Lo zingaro sta mangiando formaggio di malga. Duba
Lui sta discutendo con me
Sta dicendo che mi darà uno schiaffo.
“Dopodomani!” gli ho detto. Leba

I boccioli del cespuglio di rose
Sono sospesi sopra la strada .

Johnny li ha visti e ne ha strappato uno,
sta ancora correndo reggendolo.

Lo zingaro sta mangiando ……

TU SCENDI DALLE STELLE
S. Alfonso Maria dè Liguori (1696-1787)

Tu scendi dalle stelle o Re del cielo
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato ! Ah, quanto ti costò l’avermi amato!

A te che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto, quanto questa povertà
più m’innamora, giacchè ti fece amor povero ancora.

VA’ PENSIERO (Dall’opera “Nabucco”)
Giuseppe Verdi (1813-1901)

Va, pensiero, sull’ali dorate;
va, ti posa sui clivi, sui colli,
ove olezzano tepide e molli
l’aure dolci del suolo natal!

Del Giordano le rive saluta
di Sionne le torri atterrate…
Oh mia patria sì bella e perduta!
Oh membranza s’ cara e fatal!

Arpa d’or dei fatidici vati,
perchè muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto riaccendi
ci favella del tempo che fu!

O simile di Solima ai fati
traggi un suono di crudo lamento,
o t’ispiri il Signore un concento
che ne infonda al patire virtù!

VENITE A LUI
Giovanni Maria Rossi (1929-2004)

Venite a Lui, voi che piangete tanto:
sanno quegl’occhi suoi che cos’è il pianto;

venite a Lui voi che tanto soffrite:
sa quel suo cuore tutte le ferite;

venite a Lui, voi che passate in fretta:
Egli mai s’allontana e sempre aspetta.

VOLTA LA CARTA
Fabrizio de Andrè

C’è una donna che semina il grano
volta la carta si vede il villano
il villano che zappa la terra
volta la carta viene la guerra
per la guerra non c’è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati

Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più.

C’è un bambino che sale un cancello
ruba ciliege e piume d’uccello
tirate sassate non ha dolori
volta la carta c’è il fante di cuori.
Il fante di cuori che è un fuoco di paglia
volta la carta il gallo si sveglia

Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte in mezzo alle dita
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte intorno alle dita.

Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele
Mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c’è un pilota biondo
Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira veloce che parla d’amore
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira che gira che parla d’amore.

Madamadorè ha perso sei figlie
tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
paga il riscatto con le borse degli occhi
Piene di foto di sogni interrotti

Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.

WHAT CHILD IS THIS (“Greensleeves”)
William Chatterton Dix (1837- 1898)

What Child is this who, laid to rest
On Mary’s lap, is sleeping?
Whom angels greet with anthems sweet
While shepherds watch are keeping?
This, this is Christ the King,
Whom shepherds guard and angels sing;
Haste, haste, to bring Him laud,
The Babe, the Son of Mary!

Why lies He in such mean estate
Where ox and ass are feeding?
Good Christian, fear, for sinners here
The silent Word is pleading.
Nails, spear shall pierce him through,
The Cross be borne for me, for you;
Hail, hail the Word made flesh,
The Babe, the Son of Mary!

So bring Him incense, gold and myrrh;
Come peasant, king to own Him.
The King of kings salvation brings;
Let loving hearts enthrone Him.
Raise, raise, the song on high,
The virgin sings her lullaby;
Joy, joy, for Christ is born,
The Babe, the Son of Mary!

Che bambino è questo, che riposa,
che sta dormendo sulle ginocchia di Maria?
Angeli che salutano con inni dolci,
Mentre i pastori tengono la guardia?
Questo è Cristo il re:
i pastori di guardia e gli angeli cantano,
fretta, fretta per portarlo in alto:
Il bambino, il figlio di Maria.

Perchè egli si trova in una stalla
dove mangiano il bue e mulo?
Buoni cristiani, la paura per i peccatori è qui,
il silenzio è una parola implorante
Questo è Cristo il re:
i pastori di guardia e gli angeli cantano,
fretta, fretta per portarlo in alto:
Il bambino, il figlio di Maria.

Così gli portarono incenso, oro e mirra;
vieni contadino, Lui re di se stesso,
il re dei re, che porta la salvezza.
“Che i cuori buoni lo incoronino!”

WHEN I SURVEY THE WONDROUS CROSS
(melodia dal “Flauto Magico”)
Wolfgang Amadeus Mozart(1756-1791)

When I survey the wondrous cross
On which the Prince of Glory died
My richest gain I count but loss
And pour contempt on all my pride

Forbid it, Lord, that I should boast
save in the Cross of Christ, my God;
all the vain things that charm me most,
I sacrifice them to his blood.

Were this whole realm of nature mine
That were a present far too small
Love so amazing, so divine
Demands my soul, my life, my all
My life, my soul, my all.

Quando penso alla meraviglia della croce
su cui morì il Principe della Gloria,
le mie ricchezze perdono valore
e sparisce l’orgoglio dal mio cuore.

Non permettere, Signore, che io mi vanti,
se non della morte di Cristo, il mio Dio.
Tutte le cose vane che mi attraggono
le sacrifico al Suo sangue…

Se tutto il regno della natura fosse mio,
sarebbe comunque un dono insignificante;
un amore così grande e divino,
richiede la mia anima, la mia vita, tutto me stesso.

WHITE CHRISTMAS
Irvin Berlin (1888-1989)

I’m dreaming of a white Christmas
just like the ones I used to know,
where the treetops glisten,
and children listen
to hear sleigh bells in the snow.
I’m dreaming of a white Christmas
with every Christmas card I write,
may your days be merry and bright
and may all your Christmases be white.

Io sogno un bianco Natale
come quelli che conobbi un tempo
dove le punte degli alberi brillano e i ragazzi ascoltano
la slitta scampanellare sulla neve.
Io sogno un bianco Natale
a ogni biglietto d’auguri che scrivo.
Possano i vostri giorni essere felici e splendenti.
Possa ogni vostro Natale essere bianco.